mercoledì 26 novembre 2014

Gnocchi alla romana

Lo so, visti così sembrerebbero un ordinario piatto di lasagne.
Ma sono gnocchi alla romana.
Ingredienti (originale su giallozafferano)

250 gr di semolino
500 ml acqua
500 ml latte di soia
sale e noce moscata q.b.
150 di besciamella (o panna veg)
150 di salsa di pomodoro

Portare a bollore acqua e latte di soia, quindi aggiungere il semolino, possibilmente a pioggia e mescolando con una frusta per non fare grumi. Aggiungere sale e noce moscata. 
Quando il semolino si addensa (tipo purè), porlo su una superficie piana (rivestita di carta forno) e lasciarlo raffreddare un po'. Quindi schiacciarlo fino ad avere uno strato di circa 1 cm di spessore (per fare questo, si può usare una spatola oppure rivestire il semolino con un foglio di carta forno e usare il mattarello).
Mescolare in una terrina la salsa di pomodoro e la besciamella o panna veg, condire con sale e olio.
Con un bicchierino da liquore o altro stampo, creare dei dischi di semolino e riporli in una teglia (su un foglio di carta forno). Ricoprire con la salsa appena preparata.
Infornare a 180°C per circa mezz'ora (fino a quando la salsa appare cotta - vedi foto).

domenica 9 novembre 2014

Polpette di ceci

La foto è orrenda, lo so.
Ma queste polpette o burger, come vogliamo chiamarli, tutt'altro.
Io non sono mai stata una grande fan dei ceci, anzi qualche mese fa ho fatto gli gnocchi usando un impasto misto di farina di ceci e di semola e ho avuto la nausea solo al sentirne l'odore per moltissimo tempo. Però i ceci fanno bene e si prestano a fare delle ottime polpette o vegburger.
Io uso i ceci già pronti per praticità.

Ingredienti
Un barattolo di ceci pronti
Spezie (io ho usato aglio in polvere e erba cipollina)
Finocchietto selvatico (quantità in base al gusto personale, ma ne basta molto poco)
Un dito di latte vegetale
Due cucchiaini di fecola di patate
Succo di limone a piacere
Sale
Pan grattato oppure farina di mais

Mettere tutto nel mixer o frullare con il minipimer.
Preparare delle polpette e passarle nel pan grattato o nella farina di mais.
Quindi infornare per una mezz'ora.

N.B. Erano buonissime. E hanno superato brillantemente anche il "critica test" del marito.
Per la prossima volta: al posto del finocchietto, metterò il curry. Inoltre, lascerò il composto a riposare in frigo un paio di ore prima di fare le polpette.

Variante
Preparare un composto con lenticchie e ceci passati nel mixer, fecola di patate e amido di mais, curry, succo di limone, aglio in polvere, formaggio veg morbido, sale.
Friggere senza panatura, ponendo in olio bollente cucchiaiate di composto.
Sono state definite superbe.

sabato 8 novembre 2014

Salame di cioccolato (salame turco)


Ingredienti
150 gr di biscotti secchi (c'è bisogno che specifico "vegani"?*)
150 gr di cioccolato o cacao (il cioccolato va sciolto a bagno maria)
50 ml di olio di semi
50 ml di latte vegetale
zucchero integrale di canna a piacere

Sbriciolare i biscotti con le mani, non riducendoli completamente in briciole.
Aggiungere gli altri ingredienti amalgamando.
Mettere il composto su un foglio di carta forno e dare la forma.
Mettere in frigorifero per qualche ora.

* Biscotti vegani e molto buoni sono i Digestive.

p.s. usando la stessa ricetta, possono essere preparate delle palline, magari poi passate nella farina di cocco o di pistacchio.

giovedì 6 novembre 2014

Peperoni ripieni (3)


Ingredienti (per due persone)
Un peperone grosso o due/tre piccoli
Riso integrale (120/150 gr)
Cipolla
Basilico
Rucola
Pinoli e noci
Uva passa
Pan grattato
Olio e sale

Cuocere il riso integrale, mettendo il riso in pentola ricoperto di acqua (circa il doppio rispetto al riso), per circa 45 minuti, senza mescolare (se assorbe tutta l'acqua, aggiungerne, prima di carbonizzare la pentola - come a me è capitato qualche volta! - , meglio se calda).
Preparare un pesto, passando nel mixer il basilico, la rucola, i pinoli e le noci, aggiungendo olio e sale fino alla consistenza e alla sapidità desiderata.
Lavare i peperoni e togliere i semini. Fare soffriggere qualche pezzetto (tagliato molto piccolo) di peperone con la cipolla.
Condire il riso con il pesto, l'uva passa e i peperoni e cipolla soffritti.
Tagliare i peperoni a fette abbastanza spesse (come si evince nella foto) e mettere in una teglia unta e cosparsa di abbondante pan grattato.
Riempire le fette di peperone con il riso, aggiungere dell'olio e spolverare con abbondante pan grattato.
Infornare circa 45 min (ma dipende dal forno) a 180/200°C, fino a che i peperoni siano perfettamente cotti.


venerdì 31 ottobre 2014

Colazione con sfizio

Una delle domande più frequenti che mi fanno le persone, quando sanno che sono vegana, è "ah... e allora... cosa mangi a colazione?".

In effetti, prima, la mia colazione era, generalmente, una tazzona di caffè latte e vari biscotti. Oggi non bevo più latte, non bevo più caffè e raramente mangio biscotti.
Quindi... cosa mangio?

La colazione che faccio più frequentemente è un frullato di frutta mista (quello che ho a casa), con aggiunta (dopo frullato) di bacche di goji, semi di lino, di girasole e di chia.
In alternativa, il latte vegetale (preferibilmente di avena, oppure di riso alle mandorle o di riso al cocco) con il muesli creato da me con fiocchi di avena, bacche di goji, semi vari, mirtilli/ribes, ecc. e corn flakes bio o altri cereali che ho a casa.

Oggi però mi sono fatta una colazione un po' più sfiziosa.


Crema di pere e avocado, inventata poco fa.

Ho frullato una pera, un avocado, circa 100 ml di latte di avena (o poco meno, conviene aggiungerlo a occhio), un paio di cucchiai di cacao amaro e un cucchiaino di zucchero integrale di canna (facoltativo). Alla fine, ho aggiunto semi di lino e semi di chia e ho messo un po' di granella di pistacchio.
Il risultato è ottimo anche frullandoi datteri medjoul al posto dell'avocado.

giovedì 30 ottobre 2014

Insalata di orzo o farro



Ingredienti (per 2 persone)
100/120 gr di orzo/farro cotto (e raffreddato)
3 pomodori
una decina di olive nere
una decina di pomodori secchi
qualche cubetto di mozzarisella
semi di lino, semi di girasole, semi di chia, semi di zucca
sesamo e mandorle (precedentemente tostati e ridotti in polvere a piacimento)
qualche foglia di basilico
qualche foglia di rucola
maionese veg (facoltativa)
olio, aceto e sale

In realtà sono facoltative anche la mozzarisella, la rucola, i semi vari, il sesamo e le mandorle... ma ci stanno bene!

Per una variante sfiziosa, preparate una melanzana grigliata  (tagliando le fette nel senso della lunghezza) e formate con ogni fetta degli involtini, mettendo come ripieno l'insalata.







Video interessante



 Il fatto che il vegano viene additato come terrorista, dà proprio l'idea di quanto storto sia il mondo!

martedì 28 ottobre 2014

Pizzette di melanzane

La foto fa schifo, come al solito, ma era buonissimo!!


Ingredienti
Una melanzana
Mozzarisella (o altro formaggio veg)
Salsa di pomodoro
Cipolla
Olive

Ungere una teglia e spolverare con pan grattato (oppure usare la carta forno).
Tagliare una melanzana a fette dello spessore di 3 mm circa e disporle sulla teglia.
Tritare la cipolla, tagliare le olive a pezzi piccoli e tagliare il formaggio a fette sottili.
Mettere su ogni fetta di melanzana una fettina di mozzarisella, un po' di cipolla tritata, un po' di oliva e un po' di salsa di pomodoro. Condire con olio e sale.
Infornare fino a che le melanzane saranno cotte (nel mio forno, circa 30/40 min).

Torta di carote

Versione light

Versione "porca"


Ispirandomi alla ricetta trovata qui, ho fatto questa torta di carote.

Ingredienti
340 gr di farina mista (integrale e non)
200 gr di zucchero integrale di canna
80/100 gr di frutta secca (noci, nocciole, mandorle, pistacchi, ecc.) tritati - in parte grossolanamente -con il mixer
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di zenzero
100 gr di olio di semi
100 ml di latte vegetale
circa 500 gr di carote tritate nel mixer
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto di mele

Miscelare tutti gli ingredienti nell'ordine e versare in una teglia grande.
Cuocere in forno per una mezz'ora.
Spolverare con cacao e zucchero a velo.

Rimane molto morbida e molto poco dolce.

Per la versione porca, ricoprire la torta con una crema fatta con cioccolato fuso, latte vegetale e un pizzico di olio di cocco (facoltativo).


giovedì 23 ottobre 2014

Mozzarisella (tentativo 3) - RIUSCITO

Veramente questo è il quinto tentativo, ma il terzo e il quarto sono stati così deludenti che non li ho nemmeno voluti descrivere. Ma, adesso la cosa che conta è che...
CI SONO RIUSCITA!!!

Ho messo la foto in bianco e nero, perché la luce della foto originale faceva sembrare
 il formaggio di colore giallognolo, invece è bianco.

La ricetta che ho usato è quella del secondo tentativo, che potete leggere qui, a cui ho apportato tre varianti: ho usato il latte di riso al posto del latte di soia, ho messo un intero vasetto di yogurt di soia e ho aggiunto un cucchiaino di amido di mais.
A dire la verità, l'amido io l'ho aggiunto alla fine, perché temevo di ottenere un formaggio spalmabile, tipo la volta scorsa... comunque, direi che l'amido va aggiunto insieme alla fecola, all'inizio.
Ho fatto cuocere parecchio, a fuoco medio e non sono riuscita a ottenere la "palla densa" di cui si parla nella ricetta originale, ma ho spento quando il formaggio era abbastanza denso.

Questa volta ho ottenuto un formaggio solido, della consistenza della mozzarisella comprata e di sapore anche più buono. 


Nota: memore del quarto tentativo estremamente fallimentare, non userò mai olio di cocco per fare la mozzarisella. Avevo pensato che potesse essere un buon addensante, ma usando come ingredienti latte di riso, amido e olio di cocco, ho ottenuto un liquido che non si è addensato nemmeno dopo due giorni in frigorifero

Peperoni ripieni (2)

La foto, una volta tanto, è mia.

Ingredienti
1 piccola cipolla
un paio di piccole patate
2 carote
una zucchina
5 piccoli peperoni rotondi
olio, sale, pan grattato


Fare soffriggere la cipolla e poi versare le altre verdure tagliate a cubetti in un wok.
Salare a piacimento.
Quando cotte, passare con il minipimer fino ad ottenere una crema densa.
Tagliare la parte sommitale dei peperoni (da conservare) ed eliminare i semi.
Riempire i peperoni con il composto di verdura.
Spolverare con pan grattato e con un filo d'olio.
Mettere "il cappello" e poi infornare per circa mezz'ora a 180/200°C (io uso il ventilato).

martedì 14 ottobre 2014

Torta di frutta secca


Da maggio, ho cambiato alimentazione e, come ho detto altre volte, non solo sono diventata vegana, ma ho anche reso la mia alimentazione un po' più sana e un po' più adatta alle mie esigenze. 
Ad esempio, per almeno due mesi, non ho toccato nulla che contenesse farina 00 in particolar modo, e farina di frumento in linea generale.
Ovviamente, quindi, niente dolci classici: niente più torta di mele o torta bianco nera, che tanto amo.
Adesso, ogni tanto, sto usando di nuovo la farina di frumento... ma già mi rendo conto che devo smetterle subito! Per me, la "cartina di tornasole" è, infatti, la pancia (da poco tornata a fare capolino).

Anche quando non mangiavo farina di frumento, non mi facevo mancare i dolci (chi ha detto che per dimagrire si deve fare la fame?!)... e le torte che facevo spesso erano quelle con la frutta secca. 
La ricetta originale di quella in foto (lo so, la foto non rende, ma la torta è deliziosa!), l'ho presa da un libro di ricette crudiste, ma con qualche variazione.

Base
Mettere nel mixer mandorle/anacardi e datteri precedentemente reidratati per un paio di ore - a meno che non si usino i fantastici datteri medjoul! - (per le dosi ho fatto un po' a occhio), fino a che il composto sia amalgamato ma non cremoso, deve rimanere un po' slegato. 
"Spalmare" il composto sul fondo di una tortiera e mettere in frigo per una decina di minuti.

Crema
Mettere nel mixer 2 avocado di media grandezza, circa 200 gr di datteri e un paio di cucchiai di cacao amaro, fino ad avere una crema.
Spalmare la crema sulla base. E aggiungere una spolverata di farina di cocco.
 Mettere in frigo qualche ora, almeno una, prima di mangiarla.


Mie note
L'avocado, anche se è l'ingrediente principale della crema, ha un sapore che può essere coperto dal cacao (e dal cocco)... insomma, l'ho fatta mangiare a una persona che odia l'avocado e non si è nemmeno accorta che c'era e l'ha trovata buonissima.
I datteri possono essere sostituiti con i fichi secchi.
La crema può essere fatta, in alternativa, con l'impasto che uso per le palline di cui ho parlato qui.

giovedì 9 ottobre 2014

Mostarda



Estrarre il succo dall'uva (io ho l'estrattore, quindi per me è semplice... altrimenti si devono passare gli acini con il passa verdura e poi filtrare).
Farlo bollire, eliminando la schiuma che viene a galla.
Farlo raffreddare.
Quando freddo, aggiungere amido nella seguente proporzione: 90 gr di amido ogni litro di succo.
Aggiungere qualche chiodo di garofano e un po' di cannella.
Aggiungere due cucchiai di zucchero (io uso quello di canna integrale) - la quantità di zucchero dipende dal vostro gusto personale.
Fare cuocere, fino a bollore o comunque fino a che si addensa un po'.
Versare nelle formine.
Dopo diverse ore, sformare.

Polpette vegane di patate e spinaci

Queste polpette sono state un successo e mi son piaciute in modo particolare, perché le ho preparate utilizzando un rimasuglio dell'impasto del gateau di cui ho parlato qui
Chi mi conosce sa che odio sprecare e preferisco non ripetere lo stesso piatto a pranzo e a cena (se ho il tempo di cucinare, si intende). Non voglio dire che avrei buttato il rimasuglio (questo mai), ma sono contenta di averlo riciclato in qualcosa di diverso, invece di rifare un mini gateau uguale il giorno dopo.

Per gli ingredienti, vi rimando quindi alla ricetta sopra citata.
Ho mischiato il composto di patate e quello di spinaci che mi erano avanzati dopo la preparazione del gateau, ho aggiunto farina di riso e olio di cocco a occhio, in modo da dare compattezza. 
Ho messo in frigo per alcune ore.
Ho tostato una manciata di semi di sesamo e di mandorle e poi li ho passati nel mixer, fino a ridurli in polvere. Ho aggiunto pan grattato e ho usato questo composto per impanare le polpette, che poi ho fritto.

Lo so, devo lavorare molto sulla presentazione dei piatti...
quantomeno al momento di fotografarli. Devo dire, però, che
queste sono le polpette avanzate, quelle meno presentabili
esteticamente... di sapore erano ottime.

martedì 7 ottobre 2014

Gateau agli spinaci


Tralasciando la presentazione in fotografia, questo gateau era veramente buono.

Ingredienti (per 3 persone)
- 5 grosse patate
- 1 cipolla
- 1 confezione da 500 gr di spinaci
- 400 ml di besciamella o panna vegan
- formaggio vegan (facoltativo)
- uva passa
- pinoli
- spezie (zenzero, zafferano)
- aglio in polvere
- pan grattato

Lessare le patate e ridurre a purea (con lo schiacciapatate o con la forchetta). Aggiungere un po' di panna/besciamella in modo da ammorbidire il composto (ma non troppo). Salare e condire con zenzero, zafferano e aglio, in base al gusto personale.

Soffriggere la cipolla e cuocere gli spinaci, aggiungendo il sale e una manciata di pinoli e di uva passa. Quando cotti, passare con il minipimer (facoltativo). Aggiungere la restante panna o besciamella e il formaggio vegan tagliato a pezzi molto piccoli.

Rivestire una teglia di carta forno (o oliare e ricoprire di pan grattato) e alternare strati di purea e di composto di spinaci. Chiudere con uno strato di purea e ricoprire con pan grattato e un filo d'olio.

Infornare per una ventina di minuti.

domenica 5 ottobre 2014

Peperoni ripieni

Questa ricetta è molto versatile, perché il ripieno dei peperoni può essere, indifferentemente, riso (integrale o no), quinoa, farro, orzo o qualunque altra cosa che si presti.
Nello specifico, l'ultima volta che li ho preparati, li ho fatti con il riso.

Ingredienti (per due)
due peperoni
100/150 gr di riso/farro/orzo/quinoa (dipende dalla grandezza dei peperoni)
1/2 cipolla (o una, in base al gusto personale)
1 zucchina
pinoli
uva passa
spezie (zenzero, zafferano, curry)
olio e sale

Soffriggere la cipolla e saltare la zucchina, tagliate a cubetti molto piccoli, insieme a pinoli e uva passa. A fine cottura, salare e aggiungere un po' di zafferano, un po' di curry e un pizzico di zenzero (se si preferisce non mischiare, usare una sola spezia).
Tagliare la parte sommitale dei peperoni (cappello) e metterla da parte.
Condire il riso e riempire i peperoni con il composto.
Spolverare con pan grattato e aggiungere un po' di olio. 
Mettere il cappello ai peperoni.
Mettere in forno fino a che i peperoni non saranno cotti (lo si capisce dal raggrinzimento della buccia!).


Non ho mie foto dei peperoni, aggiungo quindi una foto a caso, trovata su internet, che però dà l'idea del risultato.
Clicca sulla foto per la fonte
(tra l'altro, cliccando, troverete anche un'altra ricetta)

Cucina del riciclo
Con il riso che mi è avanzato, ho fatto delle polpettine: ho aggiunto un po' di farina di riso per dare compattezza, quindi le ho passate nel pangrattato e le ho fritte.

La foto è mia (e si vede!)

Melanzane ripiene (a fisarmonica)

Clicca sulla foto per la ricetta originale(la foto non è mia)
Una ricetta a cui mi sono ispirata l'altra sera è quella delle melanzane a fisarmonica (vedi foto sopra), che ho trovato su questo bellissimo sito (che ringrazio per le varie ispirazioni). 
Per la ricetta originale, cliccare sulla foto, che non è mia... quando io faccio le foto, i miei piatti, il più delle volte, sembrano dei pasticci gettati a caso su un piatto!
Rispetto alla ricetta originale, ho apportato una minima variazione.

Ingredienti (per due persone)
1 grande melanzana
due pomodori (in alternativa salsa di pomodoro)
mozzarisella
(facoltativa besciamella veg)
qualche oliva
olio e sale

Fare dei tagli, come mostrato in foto, in modo che le varie fette restino attaccate alla base.
Riempire gli spazi tra le fette con fette sottili di pomodoro (o la salsa), mozzarisella e olive.
L'altra sera, io ho messo anche della besciamella veg, ma la prossima volta ne farò a meno.
Condire con olio e sale e infornare, per circa un'ora.

Giudizio
Buonissime, ma, anche se, coreograficamente, la melanzana con la buccia è più bella, la prossima volta, la buccia la toglierò, perché è rimasta dura e, al posto dei pomodori freschi, la prossima volta metterò la salsa abbondante.





giovedì 2 ottobre 2014

Perché vegan?

L'altro giorno ho fatto una lunga chiacchierata con una ragazza molto simpatica, che mi ha chiesto le motivazioni della mia scelta. Una delle poche persone che non mi ha fatto domande con il solo fine di potermi contraddire dicendo che morirò per mancanza di proteine(*), ma perché era davvero interessata. Dalle domande, mi sono resa conto di quanta ignoranza, non in senso dispregiativo assolutamente, c'è in materia.

(*) Non ci credevo, ma è così. Il 90% delle persone, appena dici che sei vegano, ti dice che sei pazzo e che senza la carne si muore, perché i vegetali non hanno proteine. L'ho sperimentato moltissime volte, solo dopo pochi mesi di veganesimo.


La ragione più ovvia, quella che mi ha avvicinato per prima a questo nuovo modo di mangiare (e non solo), è che non mangio animali perché non voglio essere complice delle torture cui sono sottoposti, solo perché all'uomo piace mangiarseli. Credo che sarebbe giusto che ai bambini venisse spiegato che la cotoletta che stanno mangiando è un pezzo della mucca del latte Milka o che la salsiccia o il prosciutto sono pezzi di Peppa Pig. Una visita guidata al macello la consiglierei non più tardi della quinta elementare. Sì, so che, dicendo questo, mi attiro le antipatie di molti, ma per me è così. Probabilmente, ci sarebbero molti vegetariani/vegani in più... almeno, io lo sarei diventata molto prima. 
Mi riaggancio a questo, per dire che molti ignorano anche le torture cui sono sottoposti gli animali nelle industrie di produzione delle uova e del latte. Mucche, capre e galline non sono allevate da Heidi e dal vecchio dell'Alpe, la realtà è molto più triste. Su internet c'è molto materiale, in merito (tipo qui o qui).
Oltre alla ragione ovvia, che è quella più facile da intuire, ci sono molte altre motivazioni.
Ci sono motivazioni legate alla salute. Ho parlato, in un post precedente, della mia esperienza personale e di come il veganesimo mi stia facendo stare meglio su molti fronti. In ogni caso, è provato che le proteine animali aumentano il rischio di varie patologie tra cui il cancro, il diabete e le malattie cardiovascolari. E poi ci sono le esperienze, a cui si è liberi di credere o no, presentate alle Iene tempo fa, in cui persone malate di cancro hanno visto una recessione della malattia, cambiando alimentazione.
Ci sono motivazioni legate all'ambiente. Gli allevamenti consumano risorse, molte risorse... Qui c'è una valida descrizione di come.
Ci sono anche motivazioni legate al fatto che, con tutto quello che viene consumato per fare mangiare gli animali da allevamento, ci si potrebbero fare mangiare le persone che muoiono di fame... anche in questo caso, rimando al sito di prima, abbastanza esaustivo in merito.



Salsa di mandorle

Una delle ultime invenzioni, di cui vado fiera, perché è buonissima (secondo me) è la salsa di mandorle (da usare come accompagnamento alle polpette di verdura, nell'insalata di riso, sul pane, ecc.).
Se vi interessa provarla, condivido la ricetta (non metto le dosi perché ho fatto tutto a occhio... tanto per cambiare!).


Salsa di mandorle
Mettere le mandorle pelate nel mixer e triturare finemente (il risultato deve essere farinoso). 
Aggiungere arachidi e anacardi salati in proporzione di circa 1/5 rispetto alla quantità di mandorle (anche un po' meno, ma in base al gusto personale), aggiungere un po' di tahin (in base al gusto personale) e aggiungere un pizzico di sale e olio di semi e oliva, continuando a triturare, fino a che la consistenza non diventa cremosa.

Alimentazione e salute: esperienza personale

La mia "gita" nell'alimentazione vegana e il più possibile naturale prosegue senza sosta e sono ben felice che ciò mi abbia portato un dimagrimento di circa 16 kg in 5 mesi (13 dei quali li ho persi nei primi 3), oltre che un miglioramento generale delle condizioni di salute. 

Soffrivo, infatti, di disturbi vari; oltre a nausee continue, gonfiore diffuso e frequentissimi mal di testa, avevo un lieve ipotiroidismo e una spiccata iperinsulinemia (praticamente ero sull'orlo del diabete di tipo 2) e, per entrambe le patologie, sono in cura farmacologica da diversi anni.
Nausee, gonfiori e mal di testa sono scomparsi nel giro della prima settimana di "dieta"; il mal di testa ogni tanto mi viene ancora, ma niente a confronto della frequenza con cui mi veniva prima, che vivevo con l'Oki nel portafoglio.
Per le altre patologie, le ultime analisi (dopo due mesi e mezzo di regime alimentare vegano) sono andate così bene, che il mio medico mi ha fatto i complimenti e mi ha detto che, se continua così, mi sospende i farmaci. Anche il valore del colesterolo, che ho sempre avuto alto, adesso è sceso ben sotto il livello critico.

Questa è la mia esperienza. 
Dopo 42 anni passati fregandomene della qualità di quello che introducevo nel mio stomaco, ho capito che quello che si mangia è importante e, da questa mia nuova consapevolezza, sto avendo solo benefici.

Molti mi chiedono stupiti cosa mangio, come se essere vegani significasse fare la fame. 
Beh... io, che sono a dieta da sempre, non avevo mai mangiato tanto nella vita! Mangio addirittura fritture... certo, non ogni giorno. La cosa bella è che, non solo non mi limito, non conto le calorie e non peso i cibi. E  non prendo peso, anzi, continuo, lentamente, a dimagrire. 
Mangio verdura e frutta, sostanzialmente, cui aggiungo legumi, talvolta pasta integrale o di farro e riso integrale, concedendomi ogni tanto qualche preparato vegan. Ogni tanto mi preparo il seitan e ogni tanto mangio la soia.
Bevo latte vegetale di vario tipo, in particolare latte di riso alle mandorle (che trovo buonissimo), al cocco, alla nocciola, al cioccolato e latte di mandorle; raramente bevo il latte di soia, che uso, se capita, per cucinare. 
A colazione o per merenda, mangio, tra le altre cose, avena, semi di chia, bacche di goji, semi di lino, ribes, mirtilli, mandorle, arachidi, noci, nocciole, anacardi. 
Per condire le insalate o dentro le torte, uso i semi di sesamo, i semi di girasole, i semi di zucca.
Cerco di evitare i prodotti raffinati e confezionati, in generale. Ho abolito lo zucchero e uso solo zucchero integrale di canna; evito più pssibile la farina 00 e i dolci o il pane li faccio con farina di frumento integrale, di farro integrale, di riso integrale, di grano saraceno. 
Non mangio, se non in casi rarissimi, biscotti o brioscine confezionate. 
Ho eliminato anche il caffé. 
Come condimenti uso olio di oliva, spezie e erbe varie, salsa di soia, aceto, aceto balsamico, aceto di mele. 
Non amo i preparati, anche se alcuni mi piacciono da morire... come gli involtini di kamut agli spinaci, la mozzarisella e le panariselle. 
E sorrido quando la gente dice che mangiare vegano è troppo costoso. Certo, se mangiassi i miei preparati preferiti a pranzo e a cena, spenderei 10/15 euro al giorno, ma, considerato che a pranzo e cena mangio - come ho detto prima - essenzialmente frutta, verdura e legumi, il costo giornaliero per i pasti è decisamente ridotto.


martedì 30 settembre 2014

Zucchine alla Valeria

Le chiamo così perché la ricetta se l'è inventata la mia amica Valeria, anche se io ho personalizzato un po' l'originale.

Ingredienti per 2 persone
- Una grossa zucchina o due zucchine medio/piccole
- una piccola cipolla
- aglio in polvere
- basilico, prezzemolo (e quant'altro volete metterci per insaporire)
- pan grattato
- formaggio veg (io ho messo la mozzarisella, la mia amica mette il tofu al basilico)
- semi di sesamo (la mia amica mette mandorle e anacardi)
- un cucchiaio di panna di soia *
- tre cucchiai di salsa *

* ingredienti non presenti nella ricetta originale


Scavare le zucchine a barchetta e cuocere al vapore o al microonde.
Soffriggere la cipolla e saltare il ripieno tagliato a pezzi molto piccoli, insieme al basilico, prezzemolo, ecc. Quando cotto, aggiungere il formaggio tagliato a pezzetti e la panna di soia.
Frullare il tutto, fino a ottenere una crema.
Fare tostare un po' di semi di sesamo con anacardi e pan grattato.
Riempire le barchette con la crema, ricoprire con la salsa e spolverare con il pan grattato "condito".
Infornare per qualche minuto.


domenica 28 settembre 2014

Seitan al pomodoro


Ingredienti
- seitan
- cipolla
- pomodori
- olive
- olio e sale

Ho fatto il seitan, seguendo il procedimento specificato qui.
Ho tagliato il seitan a quadratini di circa 2cm x 2 cm e li ho impanati con la farina.
Ho messo a soffriggere una cipolla e ho tagliato a pezzi piccoli due pomodori e qualche oliva nera. Ho aggiunto seitan, pomodori e olive alla cipolla soffritta e ho fatto cucinare per una decina di minuti, aggiungendo acqua e olio quando necessario e salando.
p.s. il seitan fatto così è strepitoso.

giovedì 25 settembre 2014

Spaghetti di zucchine crude con pesto di basilico, menta e noci


Preparare il pesto, mettendo nel mixer qualche foglia grande di basilico, qualche foglia grande di menta, noci / nocciole / mandorle (io ho fatto un mix di queste tre) e olio quanto basta per consentire di avere una consistenza omogenea. Se volete aggiungete pochissimo latte vegetale, sempre per poter ottenere una salsetta, invece di pezzi di basilico e menta tritati.
Tagliare una o due zucchine a julienne (se avete l'apposito attrezzo ancora meglio).
Condire le zucchine con il pesto.

Zucchine ripiene

Cuocere le zucchine (quelle tonde) a vapore.
Tagliare il "cappello" e scavare la zucchina, tirando fuori la polpa (congratulazioni a chi riesce a fare questo senza scottarsi!).
Frullare la polpa con pesto, pinoli, noci, tofu morbido (dalla consistenza di stracchino più o meno), un cucchiaino di tahini (facoltativo) e altra frutta secca se vi piace (se le avessi avute, ci avrei messo le arachidi e gli anacardi).
Riempire le zucchine con il composto, ricoprire con pan grattato, mettere l'olio e infornare.
Una volta pronte, possono essere insaporite con la salsa di soia (in particolare, se, come me, mettete poco/niente sale).

mercoledì 24 settembre 2014

Farro con verdure saltate - idee per un menu

Un cereale che ho scoperto in questo periodo è il farro.
Uso la farina per fare il pane, la base per pizza di farro e il farro perlato.
L'altra sera, ho improvvisato una cena a base di farro perlato con verdure saltate.



Ingredienti per 2/3 persone
100/150 gr di farro perlato
1 cipolla
2 piccole patate
1 carota
3/4 olive denocciolate e tagliate a pezzetti
5/6 capperi

Ho cotto il farro per circa 35 minuti, in abbondante acqua (l'acqua deve coprire il farro quando lo mettete a cucinare, poi, via via, la assorbirà).
Dopo aver soffritto una cipolla, ho fatto saltare con poco olio i restanti ingredienti tagliati a pezzi medio piccoli.
Alla fine, ho aggiunto anche il farro cotto e ho fatto saltare pure questo insieme alle verdure.

lunedì 22 settembre 2014

Cotolette di soia al pomodoro

Questo piatto mi fa venire l'acquolina in bocca, l'ho sperimentato ieri e credo che lo farò spessissimo, anche utilizzando il seitan al posto della soia (dato che credo si presti altrettanto bene).

Ingredienti
- cotolettine di soia disidratate
- pomodori
- capperi
- olive
- pan grattato
- olio e sale

Ho usato le cotolette di soia disidratate: le ho idratate con brodo vegetale, le ho strizzate, le ho tagliate a quadratini di circa 2cm x 2 cm e le ho impanate con olio e pan grattato.
Ho messo a soffriggere una cipolla e ho tagliato a pezzi piccoli due pomodori, qualche oliva nera e una decina di capperi. Ho aggiunto tutto, comprese le cotolettine impanate di soia, alla cipolla soffritta e ho fatto cucinare a fuoco basso per una decina di minuti, aggiungendo acqua e olio quando necessario e salando.

Buon appetito!

giovedì 4 settembre 2014

Questione di scelte


A me piace la coerenza.
Così come la parola pace non si scrive con le armi, non credo coerente lavorare - seppur saltuariamente - in aziende che hanno a che fare con l'uso degli animali come alimenti.
Ho preso una decisione, sofferta ma definitiva.
E in molti mi credono pazza, forse anche un po' snob.
Boh, alla fine, non mi importa niente... la gente è anche quella che mi ha detto che se non mangio carne perché gli animali soffrono, non dovrei mangiare nemmeno gli ortaggi perché che cosa ne so che non soffrono anche loro. 
(Conversazione realmente avvenuta a pranzo circa un anno fa con altre 4 persone, di cui solo una condivideva - seppur parzialmente - le mie idee e le altre 3 mi guardavano con tanto d'occhi pensando che fossi uscita di senno perché non mangiavo animali).

venerdì 29 agosto 2014

Tortino di patate

Il tortino di patate, che ho sempre fatto in occasione di più o meno tutte le ricorrenze in cui era prevista la preparazione di qualche pietanza, era buonissimo e prevedeva strati compatti di patate e formaggio. Naturalmente, da quando sono vegan, questo mio cavallo di battaglia nelle cene con amici è uscito di scena. Però era troppo buono per non farlo più... quindi, ieri, in occasione di una cena, l'ho veganizzato.
(Veganizzare è diventato uno dei miei hobby)
Essendo impensabile, per i costi, fare strati compatti di mozzarisella (un formaggio veg, che io adoro, ma che costa dai 4 ai 5 euro ogni 200 grammi) da alternare alle patate, ieri ho pensato bene di utilizzare la mozzarisella autoprodotta per fare un intruglio da utilizzare al posto del classico formaggio.
Ricetta dell'intruglio:
Frullare con minipimer formaggio spalmabile (nel mio caso la mozzarisella autoprodotta), yogurt di soia, panna di soia e latte di soia, fino a ottenere un intruglio abbastanza liquido. 
Io, come al solito, con le quantità vado a occhio...

Ecco la ricetta del tortino (come contorno per 5 persone):
Ungere una teglia di medie dimensioni con olio e cospargere di pan grattato.
Tagliare a fette di 2-3 mm 3 grosse patate crude (dopo averle pelate) e disporre il primo strato.
Versare un po' di intruglio, ricoprendo bene le patate. 
Mettere qualche fetta di mozzarisella originale (con parsimonia!).
Proseguire con gli strati fino alla fine degli ingredienti, terminando con l'intruglio.
Mettere un po' di olio e spolverare con pan grattato.

Il risultato è stato ottimo: il tortino ha ricevuto tanti complimenti, persino da persone che non sono inclini quando si tratta di pietanze inventate.

Palline di mandorle al cocco o di pistacchi al cacao o... come vi pare :)

L'altra sera, ho sperimentato le palline di mandorle (e pistacchi) al cocco (dolce crudista).
Ho preso una ricetta base dal libro "Solo crudo" e poi, come sempre, ho fatto qualche variazione sul tema.

Queste sono palline miste, la base è alle mandorle, alcune hanno anche pistacchi nell'impasto.


Ricetta
Mettere nel mixer
- mandorle precedentemente reidratate (circa una tazza, a bagno nell'acqua per qualche ora),
- pistacchi (facoltativo)
- farina di cocco (un po', a occhio... io parto con una piccola quantità e aggiungo, se necesssario, per rendere il composto più duro - ma la farina di cocco nell'impasto è facoltativa),
- 4/5 grossi datteri Medjoul o fichi secchi (facoltativi),
- un paio di cucchiai di sciroppo d'acero (o succo di agave o zucchero o anche niente)
- olio di cocco (a occhio, fino a quando l'impasto diventa lavorabile... l'olio di cocco serve a dare sapore e a dare consistenza una volta messe in frigo... può anche non essere messo oppure essere sostituito da latte di cocco)
- nutella vegan o crema di nocciole o cacao amaro.
Fare andare il mixer. Quando l'impasto risulta sufficientemente malleabile, preparare delle palline (le palline devono risultare abbastanza compatte ma non necessariamente dure) e passarle nel cacao e/o farina di cocco.
Mettere in frigo e servire fredde (almeno dopo un paio di ore in frigorifero).

Sono buonissime anche fatte solo con pistacchi, sciroppo d'acero, crema di nocciole e olio di cocco.

Le ho fatte varie volte e hanno riscosso un successo incredibile! 

p.s. per aumentare / diminuire la consistenza, si può "giocare" sulla quantità di olio di cocco

Mousse al pistacchio

(Questa me la sono inventata sul momento, ma mi è venuta bene)

Dosi per 7/8 porzioni
Base: Biscotti (250 gr) e Latte di mandorla quanto basta
Crema: pistacchi (non so in peso quanto fossero, ma, a occhio, un paio di tazze piene), panna da montare (non montata) in piccola quantità che non so quantificare, un cucchiaio di olio di cocco, un paio di cucchiaini stra colmi di nutella veg, un cucchiaio di succo di agave (facoltativo)
Copertura: panna montata (circa mezzo litro), granella di pistacchio, bacche di cacao

Sulle quantità, io vado molto a occhio. Il mezzo litro di panna è stato così ripartito: molto poca - meno di 100 ml - per la crema, il resto da montare per la copertura. 

Base
Polverizzare nel mixer biscotti tipo Digestive (che io amo e che sono vegan), bagnare con latte di mandorla e spalmare sul fondo delle coppette (la quantità di biscotti varia, in base allo spessore dello strato... nel mio caso, era molto poco spesso, circa mezzo cm).
Crema
Passare i pistacchi nel mixer a lungo, fino a quando non diventano cremosi; continuare a mixerare aggiungendo panna liquida e olio di cocco, fino a quando la crema non sarà di consistenza tipo il pesto. Aggiungere, sempre nel mixer, la nutella veg e il succo di agave. "Spalmare" la crema sulla base.
Copertura
Montare la panna vegetale (circa mezzo litro) o di soia e ricoprire la mousse, aggiungendo granella di pistacchio e bacche di cacao frantumate.
Mettere in frigo prima di servire (direi, a occhio, almeno un paio di ore, ma forse pure di più).

Mozzarisella (tentativo 2)

Essendo stato appena sufficiente il primo tentativo, di cui potete leggere qui, mi sono cimentata in un secondo tentativo di autoproduzione del mio veg formaggio preferito: la mozzarisella.
Questa volta, ho seguito la ricetta, semplicissima come l'altra, che ho trovato qui. Per praticità, ne ho comunque fatto uno screenshot.



Rispetto a quello che viene detto nel blog citato, che ringrazio per aver condiviso la ricetta, a me non è venuta "la palla densa"... il formaggio è rimasto, infatti, denso sì, ma della consistenza della besciamella (béchamel), con cui certo non puoi formare delle palle. 

Dopo 4 ore di frigorifero.

E, adesso, dopo quattro ore di frigo circa e dopo averlo sformato, il formaggio ha una certa consistenza, anche se non da mozzarella. E' venuto più consistente di quello dell'altro giorno, ma sempre poco più che spalmabile.
In ogni caso, è questa la ricetta che voglio riprovare, fino a quando non trovo la giusta combinazione.

Mozzarisella (tentativo 1) - con aggiornamento riuscito


Da quando ho scoperto l'esistenza della mozzarisella, ne sono diventata golosa consumatrice. 
Mi chiedono se sa di formaggio, ma, sapete una cosa?, io non ricordo nemmeno più bene il sapore dei formaggi e nemmeno mi mancano. Quindi, non lo so se sa di formaggio. Ma a me il sapore piace, e molto. Sono capace di mangiare una confezione intera, fetta dopo fetta, senza sentirmi nemmeno un po' appesantita, solo un po' triste perché una confezione da 200 gr di mozzarisella costa dai 4 ai 5 euro.
Chiaramente, con questi costi, diventa molto utile sapersela fare in casa.

Apro una parentesi. Poco fa, leggendo ricette di "formaggi" vegan, mi sono capitati sotto mano diversi commenti da parte di gente non vegan che non fa che disprezzare questa nostra scelta. Come se il nostro essere vegan togliesse qualcosa al loro non esserlo. Non ho mai capito questo scagliarsi, per partito preso, contro i vegani. Perché criticarci sempre aspramente, invece, magari, di riflettere sulle motivazioni (etiche, di salute e ambientali) che ci spingono in questa direzione? Io, quando non ero vegan, non mi sono mai scagliata contro i vegan, ma ho sempre cercato di capire le loro ragioni (e le ho capite benissimo!).

Torniamo alla mozzarisella.
Ieri, quindi, ho fatto il primo esperimento di mozzarisella autoprodotta... 
seguendo questa ricetta, che, a sua volta segue questa ricetta, anche se ho usato il latte di riso al posto di quello di soia.

Allora... il primo tentativo di mozzarisella direi che merita il voto 6--.
Difetti: 1) avendo sbagliato clamorosamente la dose di sale (per totale disattenzione), ho fatto un bel pasticcio sul sapore che è completamente falsato... cioè sa, fondamentalmente, di sale!; 2) la mozzarisella è più una spalmarisella, infatti è rimasta diconsistenza troppo budinosa, mi viene il dubbio che il latte di riso che ho usato sia troppo acquoso (memo: provare aggiungendo olio di cocco oppure sostituendo il latte di riso con latte di soia o con latte di soia e yogurt di soia); 3) si sente il sapore dell'agar agar che ho capito che non è il mio sapore preferito (memo: aggiungere più olio di cocco e meno agar agar). 
Pregi: come formaggio spalmabile va benissimo e mescolato con altri alimenti (non salati) è buono.


Aggiornamento del 27/10/2014



Ho rifatto questa mozzarisella, usando il latte di soia e non quello di riso e mettendo la giusta dose di sale... :) Ho usato, questa volta come unica variante della ricetta originale, l'amido di mais al posto dell'agar agar.
Già la differenza con il primo tentativo, l'ho visto in cottura... il composto si è addensato molto e quando l'ho versato nel recipiente era già compatto. Forse si è addensato anche troppo... forse perché, devo ammettere che ho messo un po' di amido in più rispetto alla dose di agar agar consigliata.
E' un mio limite... mi piace sperimentare e le variazioni alle ricette sono la mia specialità!

Nota: memore del quarto tentativo di mozzarisella, estremamente fallimentare, non userò mai olio di cocco per fare la mozzarisella. Avevo pensato che potesse essere un buon addensante, ma usando come ingredienti latte di riso, amido e olio di cocco, ho ottenuto un liquido che non si è addensato nemmeno dopo due giorni in frigorifero.




Salsa tipo maionese



Ingredienti
Q.tità uguali di latte di soia (freddo di frigo), olio di semi e olio di oliva (in cui è stato lasciato per qualche ora un rametto di rosmarino, se lo avete)
2 cucchiaini di senape
2 cucchiai di aceto di mele
sale qb

Mettere gli ingredienti in quest'ordine nel bicchiere del minipimer e montare.
In meno di un minuto è pronta.

Note
Non usate il latte di riso, non monta. O almeno, io ci ho provato una volta e ho dovuto buttare tutto via. Ho sentito dire che ci sono problemi anche con alcune marche di latte di soia, io non ne ho mai avuti e ho usato (sino ad oggi) il latte di soia dell'Eurospin o quello Alpro. Anche sul latte freddo di frigo sì o no, ci sono pareri discordanti... io l'ho sempre fatta con latte freddo.


Seitan

Il seitan è un alimento derivato dalla farina di grano. Sostanzialmente, è glutine.
E' uno degli alimenti "famosi" nelle diete vegan. A comprarlo nei negozi, però, è molto poco economico.
Infatti, di sicuro conveniente, è imparare a farlo a casa. E se trovo facile farlo io... è sicuro che troppo complicato non è.
Per il procedimento, ringrazio il mio amico G. per i suoi consigli.
L'ingrediente principale e quasi unico è la farina, preferibilmente Manitoba, perché più ricca di glutine. Prendetene quanta ne volete e calcolate che da un tot di farina si ricava 1/2 tot di seitan (o poco più).
1) Mettete la farina (alcuni mettono anche il sale) in una terrina capiente e aggiungete acqua a occhio, fino a che si impasta con facilità.
2) Quindi impastate per qualche minuto, come per fare il pane in pasta.
3) Poi mettete a riposare mezz'ora (io non l'ho messo in frigo, ma c'è chi lo fa).
4) Lavate l'impasto sotto acqua corrente, alternando calda e fredda (e concludendo con quella fredda), fino a che l'acqua, da bianchissima, non diventerà quasi limpida. Per lavaggio si intende NON lasciare l'impasto sotto l'acqua e basta, ma lavorarlo contemporaneamente, come se lo steste impastando. Quando l'acqua è limpida, dopo diversi minuti di lavaggio (circa 15 direi, ma c'è chi lava per oltre mezz'ora), il seitan è pronto per essere cotto.
Durante il lavaggio, consiglio di mettere il seitan in uno scolapasta (con buchi piccoli) e lo scolapasta nella terrina capiente, altrimenti si rischia di perdere pezzi di seitan nel lavandino.


Alla fine del lavaggio, deve venire una cosa così... una palla un po' spugnosa e non più appiccicosa.


5) La cottura del seitan va fatta in brodo (io lo faccio vegetale, ben saporito anche con spezie, con l'aggiunta di salsa di soia abbondante) per circa 40 minuti. Per la cottura, viene meglio se avvolgete il seitan con una retina da arrosto, con della stagnola o uno strofinaccio bianco, in questo modo non si espanderà e spezzetterà dentro la pentola (come è capitato a me ieri, dato che non avevo strofinacci bianchi puliti, stagnola e nemmeno retine da usare).
Dopo varie riflessioni sull'uso della carta stagnola (ovvero alluminio) in cottura, ho deciso che forse non è tanto salutare, anche se in molti la usano. Io, d'ora in poi, userò la retina da arrosto.




6) Quando è pronto, non buttate il brodo che servirà come liquido di conservazione del seitan (e anche come brodo per la minestrina, se vi va!), togliete dal brodo il seitan e mettetelo a raffreddare su un tagliere (o lasciatelo raffreddare nel brodo stesso). Dovrebbe essere una palla compatta che, una volta raffreddata, si potrà anche tagliare a fette. Come dicevo prima, si conserva nello stesso brodo, per quanto tempo non so... vi farò sapere. A occhio... direi 4-5 giorni.
Nota: se avete cotto il seitan avvolgendolo nella carta stagnola, probabilmente il brodo non sarà tanto buono e allora preparatene altro per la conservazione o per la minestrina! :)








Note:
Si può congelare... o almeno, io l'ho congelato già tagliato a fette e l'ho scongelato nel microonde.

Ci sono un sacco di modi per preparare il seitan, in rete ci sono una miriade di ricette.
Ieri, l'ho preparato in un modo che mi ha fatto leccare i baffi!

Seitan all'arancia


Soffriggere uno scalogno e aggiungere il seitan tagliato a cubetti e impanato nella farina.
Rosolare e aggiungere succo d'arancia e salsa di soia abbondante. Aggiungere, se vi va, delle fette di arancia. Cuocere per un po', mescolando, fino a quando il succo d'arancia non si restringe.

Foodcorner



La pena che provo per gli animali, per il loro essere allevati al solo scopo di essere sfruttati e uccisi, ha fatto - da sempre - di me una consumatrice estremamente moderata, quasi tendente allo 0, di alimenti di origine animale. Eccezion fatta per il latte... consumavo latte vaccino al pari di un vitellino e avrei mangiato latte e cereali in tutti i pasti della giornata.
Però, la mia coscienza - alimentata da molteplici letture orientate al veganesimo, in particolare dal 4 anni fa in qua - faceva a pugni con la mia golosità e poi non stavo tanto bene... ma non volevo nemmeno ipotizzare che il mio malessere potesse dipendere, almeno in parte, dal latte. Anche se, devo ammettere che anni fa feci il test delle intolleranze alimentari e risultai intollerante ai latticini... però non sono molti quelli che danno credito a questi test, quindi, stupidamente, a parte un breve periodo iniziale, non ci diedi molto peso.
Poi, un giorno di fine aprile del 2014, mentre la coscienza scalciava prepotentemente - perché a quel punto avevo letto e visto così tanto sullo sfruttamento animale, compresa nell'industria del latte - da farmi sentire uno schifo ogni volta che mangiavo qualcosa di origine animale, ho letto alcune cose che mi hanno fatto venire anche tanti dubbi sull'effettiva bontà del latte come alimento umano.
E così ho deciso di smettere di consumarne. E, insieme al latte, anche tutti i derivati. 
Già non mangiavo carne e uova da un pezzo, eliminati i latticini, ho smesso anche di mangiare pesce e, il 01/05/2014, sono diventata vegana. Senza nemmeno accorgermene, dall'oggi al domani.
E sto molto meglio.
E sono pure dimagrita.
E sono passati tre mesi.

A chiunque pensa che sia una scelta complicata, dico che non è vero. E' solo questione di abitudine e di smettere di pensare al pasto come primo (pasta o riso o legumi), secondo (carne o pesce) e contorno (verdura). Diventa tutto molto più semplice.

Questo blog, nel quale vorrei raccogliere, essenzialmente, le ricette che vado sperimentando, nasce come appendice del mio blog storico paroleperaria.