martedì 4 agosto 2015

Melanzane ripiene

L'altro giorno, ho scoperto un preparato favoloso... il mopur macinato, questo qui.
Lo avevo in frigo da qualche giorno, ma non mi ero decisa a provarlo perché, di solito, i preparati non tanto mi piacciono. Poi, ho deciso di fare le malanzane ripiene e mi sono ritrovata davanti questa confezione. E' un ripieno perfetto!


Melanzane ripiene

Ingredienti
melanzane
mopur macinato
salsa

Tagliare in due le melanzane in senso longitudinale e fare arrostire in padella antiaderente o griglia (o infornare), fino a quando la melanzana sarà quasi cotta. Fare raffreddare e scavare la melanzana, togliendo la polpa.
Fare cuocere la salsa e il mopur macinato, quindi unire la la polpa della melanzana.
Togliere dal fuoco e aggiungere pan grattato, sale, basilico e spezie varie a piacere.
Riempire le melanzane scavate con il ripieno, aggiungere una spolverata di pan grattato e un filo d'olio e infornare. Consumare tiepide/fredde.

domenica 26 luglio 2015

Salsa verde "per caso"

Se avessi una rubrica denominata "Ricette per caso" oppure "Ricette sbagliate", questa salsa ne sarebbe parte. Nata da un errore o meglio da una maionese non riuscita, per evitare di buttare gli ingredienti, ho inventato questa ed è venuta una cosa che mi ricorda molto la salsa verde o una di quelle salse "maionesose" che mangiavo una volta. E mi è piaciuta tantissimo.

Ingredienti
50 ml di olio di oliva
50 ml di olio di semi
50 ml di latte di soia
una manciata di mandorle (credo andrebbero benissimo anche gli anacardi)
formaggio cremoso (un paio di cucchiai, ma la quantità varia in base alla consistenza desiderata)
qualche foglia di basilico
un cucchiaino di senape

Mettere gli ingredienti nel mixer, fino ad ottenere una salsa di densità simile alla maionese fatta in casa. Le quantità di basilico e senape variano in base ai gusti personali.

Così, a sensazione, direi che potrebbe essere un ottimo condimento per i pomodori ripieni.



Veg Cheesecake alla crema di anacardi

Ieri ho fatto un dolce che non avevo mai provato prima e mi è venuto... beh, strepitoso!
Ovviamente me lo sono inventato di sana pianta, in base a ciò che avevo in casa. Come al solito, non ho le dosi, ma per chi ha un po' di fantasia, bastano indicazioni di massima :)




Ingredienti
Base: biscotti veg tipo Digestive, frullati e "bagnati" con latte veg e/o burro di soia fuso
Crema: frullato di anacardi, cacao, olio di cocco, panna da montare non montata, formaggio morbido tipo Philadelphia veg, succo di agave

Stendere la base in una tortiera a cerniera e creare uno strato compatto di circa mezzo centimetro.
Stendere sopra la crema e decorare con scaglie di cocco e cioccolato.
Mettere in frigo per almeno un paio d'ore.

Uno dei dolci migliori che abbia mangiato!
La crema, appena fatta (quando ho ripulito la ciotola prima di lavarla) aveva un sapore che mi ha ricordato moltissimo la nutella e me la sarei mangiata a cucchiaiate! :)
Il formaggio veg che uso io per i dolci (ma non solo) è questo:


venerdì 19 giugno 2015

Polpette di fagioli e melanzane




Ingredienti

Polpette di melanzane
Melanzane grigliate già condite con olio e aceto balsamico, mixerate con un pomodoro secco, basilico, salvia e menta, semi di lino e di girasole e un po' di fecola di patate

Polpette di fagioli
Fagioli bianchi mixerati con un pomodoro secco, basilico, salvia e menta, aglio, uva sultanina, semi di sesamo, di lino e di girasole, succo di limone, un po' di fecola di patate e pan grattato

Prendere piccole quantità di composto e formare delle palline schiacciate, impanare due volte (impanare nel pangrattato, passare nell'olio d'oliva e ripassare nel pangrattato) e mettere in forno già caldo a circa 200/210°C per circa un quarto d'ora.

lunedì 15 giugno 2015

Riso selvatico con pesto misto crudista

Riso selvatico con pesto misto

Ricetta del pesto misto
(tutto a crudo, nel mixer)

Zucchine
Carote
Un pomodoro fresco
Un pomodoro secco
Formaggio morbido veg
Lievito alimentare
Semi di sesamo
Semi di lino
Semi di girasole
Succo di mezzo limone
Olio
Sale

Per la ricetta del pesto mi sono liberamente ispirata agli assaggi di cucina di Vegan Luna, che ringrazio per le idee.

martedì 19 maggio 2015

Per la serie: I vegani mangiano solo insalata (2)



D'ora in poi, voglio farla diventare una rubrica vera e propria. 
Fotografare i pranzi/cene che preparo e postarli con le ricette, per sfatare il mito che il vegano mangia solo insalata.
Nello specifico, poi, questo menu ha preso l'applauso da otto invitati di cui nessuno vegano.


Il menu comprendeva

 farfalle di kamut con melanzane e zucchine fritte e un pesto fatto da me con basilico, salvia e menta;
cous cous Klimt (vedi ricetta qui);
cavolo cucinato con cipolla, poi frullato e infornato su pasta brisèe;
foglie di cavolo ripiene (vedi ricetta qui);
fave cucinate con cipolla;
burger di ceci (vedi ricetta qui);
peperoni ripieni di quinoa (vedi ricetta qui).

lunedì 18 maggio 2015

Gnocchi di fave



Questa non è una vera e propria ricetta, dato che non ho idea delle dosi e ho fatto tutto a occhio e non saprei proprio indicare le quantità. Ma, siccome sono venuti proprio buoni e sono stati apprezzati, vale la pena prendere appunti almeno su cosa ci ho messo dentro!

Ingredienti
Fave già cucinate (io e faccio con la cipolla e i piselli oppure senza piselli) passate con il minipimer o nel mixer
Patata lessa
Farina di miglio/farro/ceci/quello che volete
Sale

Unire gli ingredienti a poco a poco, fino alla giusta consistenza, che, per me, è che l'impasto deve essere compatto, malleabile e che facendo gli gnocchi questi restino compatti e non si "squaglino". Prendere piccole quantità per volta e fare dei salsicciotti di circa 1 cm di diametro e tagliarli per ottenere dei cubetti. Passarli sui rebbi della forchetta per la forma (o sull'aggeggio adatto che non so come si chiama).
Mettere in acqua bollente e scolare con la schiumarola quando vengono a galla (dopo pochissimi minuti).

Il condimento che ho fatto io (e che vedete in foto) è un pesto di pomodori secchi, mandorle tostate, basilico e salvia freschi.

venerdì 8 maggio 2015

Muffin


I dolci tipo torte, fino ad oggi, non mi erano mai venuti di quelli che dici "Yummy, che bontà, ne mangerei altre tre fette!", cosa che normalmente accadeva con le torte tradizionali, che, in due, duravano al massimo un giorno e mezzo.
Da quando faccio dolci veg, durano anche una settimana, perché li mangio solo io e anche un po' controvoglia.

Ma questi muffin sono stati un successo, mio marito ha perfino commentato che non sanno di cartone, come gli altri!
Io non ho potuto assaporarli con il dovuto rispetto e la classica golosità, a causa di un malessere che mi tiene compagnia da qualche giorno, per cui li ho solo assaggiati. Ma l'apprezzamento del marito vale come quello di MasterChef, per cui... :)

La ricetta, che preso qui, è questa (la trascrivo con le mie minime variazioni).
Con le dosi sono venuti 8 muffin di dimensioni classiche (lo potete vedere dalla foto sopra, considerate che il piattino è di quelli da frutta).

200 gr di farina di farro
1 cucchiaino da té di bicarbonato e due cucchiai di aceto di mele (li uso al posto del lievito per dolci)
1 pizzico di sale
120 gr di zucchero grezzo di canna
220 ml di bevanda vegetale (io ho usato latte di cocco)
80 ml di olio di semi di girasole
1 stecca di vaniglia (oppure la punta di un cucchiaino di vaniglia in polvere)

per il frosting:
panna da montare
un paio di cucchiaini di cacao amaro
una punta di zucchero a velo

(la ricetta originale prevede il frosting fatto con una crema a base della parte solida montata del latte di cocco freddo di frigo, io ci ho provato e non mi è venuta bene, ma la prossima volta la proverò)

Step
1. Riscaldate il forno a 180 °C
2. Mettere in una ciotola la farina, il sale e lo zucchero e vaniglia.
3. Aggiungete la bevanda vegetale e mescolate.
4. Aggiungete l'olio e continuate a mescolare fino ad ottenere un composto senza grumi.
5. Per ultimo mettete il bicarbonato e l'aceto di mele e rimescolare
6. Riempite dei pirottini con il composto che avrete ottenuto (per i 2/3).
7. Metteteli in forno caldo per circa 20-25 minuti. 

Lasciar raffreddare i muffin e poi decorare con i frosting, aiutandovi con una sac a poche.

martedì 5 maggio 2015

Neve Cosmetics e il mio rapporto con il make-up

Non sono mai stata brava con il make up.
Fino a un paio di settimane, fa avrei detto che, a 43 anni, mi trucco solo nelle occasioni speciali... non so, un matrimonio, una festa importante e così via. Però ho sempre ammirato e invidiato le ragazze/donne che sono in grado di truccarsi senza trasformarsi in maschere e valorizzando il loro aspetto... cosa che non è da tutti. 
Mi truccavo da ragazza, tra i 18 e i 20 anni, ma ho smesso proprio intorno ai 20, fondamentalmente perché non mi sapevo truccare. Meno male che ho smesso, aggiungo ora, dato che la qualità dei prodotti che compravo allora, sicuramente lasciava alquanto a desiderare in quanto a INCI. Perché allora ero molto inconsapevole e anche molto poco interessata, un po' per superficialità, forse, ma di queste cose non si parlava o forse se ne parlava troppo poco.

Ho sempre pensato che ho la fortuna di avere una pelle decente, senza troppi inestetismi e segni dell'età che avanza, proprio perché l'unica cosa che applico sulla pelle del mio viso è l'acqua, quando mi lavo la faccia al mattino (e in tutti gli altri momenti che mi viene di farlo). Non metto nemmeno la crema idratante, se non una volta ogni tanto o nei periodi in cui mi prende la fissa. Ogni tanto ricevo pure complimenti per la mia pelle (in particolare da quando sono diventata vegana) e qualcuno mi chiede i segreti di bellezza... per quanto mi riguarda, il segreto è non applicare nulla!
E, infatti, se leggo gli ingredienti dei prodotti che ho a casa, acquistati prima di acquisire consapevolezza (non solo riferita agli ingredienti di orgine animale, ma anche agli ingredienti che possano essere, a lungo andare, nocivi), c'è da rabbrividire: la lista degli ingredienti dei prodotti, mediamente, è composta da oltre il 50% di pallini rossi (vedi il biodizionario).

Da quando, grazie al mio stile di vita vegano, sto imparando a leggere le etichette dei prodotti, ho conosciuto un'azienda che mi ha colpito molto, che si chiama Neve Cosmetics, che mi ha fatto venire molta voglia di imparare a truccarmi.
Neve, oltre a essere cruelty free e con un INCI molto più che decente, ha anche molti prodotti vegani. Oltretutto, il loro sito è semplicissimo da consultare e, per ogni prodotto, c'è la lista degli ingredienti, oltre che qualche consiglio d'uso.

Io mi sono profondamente intrippata con gli ombretti di tipo minerale (in polvere)... questi e con le matite occhi in particolar modo, ma anche con quelle labbra.
I colori sono splendidi e, se uno sa come abbinare i colori, possono venir fuori delle combinazioni davvero carine.

Per fare un esempio degli INCI


Questo ombretto, che si chiama Abisso, il cui colore mi piace da morire, ha il seguente INCI:
Mica (C.I. 77019) - opacizzante, due pallini verdi
Titanium Dioxide (C.I. 77891) - opacizzante, due pallini verdi
Ferric Ferrocyanide (C.I. 77510) - colorante, un pallino giallo
Iron Oxides (C.I. 77491, C.I. 77499) - colorante, due pallini verdi
Tin Oxide (C.I. 77861)- opacizzante, un pallino verde


Questo è Costa Smeralda, uno dei colori più belli in mio possesso.
L'INCI è molto simile a quello di Abisso ed è il seguente:
Mica (C.I. 77019) - opacizzante, due pallini verdi
Titanium Dioxide (C.I. 77891) - opacizzante, due pallini verdi
Iron Oxides (C.I. 77491, C.I. 77499) - colorante, due pallini verdi
Ferric Ferrocyanide (C.I. 77510) - colorante, un pallino giallo



  


Questa è una delle mie pastello occhi preferite e si chiama Gioia
L'INCI è questo: 
Octyldodecyl Stearoyl Stearate - emolliente / viscosizzante, 1 pallino verde
C10-18 Triglycerides - emolliente / solvente, due pallini verdi
Olus Oil - emolliente, due pallini verdi
Prunus Amygdalus Dulcis Oil - condizionante cutaneo, due pallini verdi
Silica - abrasivo / aassorbente / opacizzante / viscosizzante , due pallini verdi
Hydrogenated Vegetable Oil - emolliente, due pallini verdi
Copernicia Cerifera Cera - emolliente / filmante, due pallini verdi
Candelilla Cera - emolliente / filmante, due pallini verdi
Mica - opacizzante, due pallini verdi
Sesamum Indicum Oil - emolliente / vegetale, due pallini verdi
Polyglyceryl-3 Diisostearate - emulsionante, un pallino giallo
Glyceryl Caprylate - emolliente / emulsionante, un pallino verde
Tocopheryl Acetate - antiossidante, due pallini verdi
Sorbic Acid - preservante, due pallini verdi
C.I. 77000 - colorante cosmetico, un pallino giallo
C.I. 77491 - colorante, due pallini verdi
C.I. 77891 - opacizzante, due pallini verdi
C.I. 16035 - colorante cosmetico, un pallino rosso
C.I. 77492 - colorante cosmetico, due pallini verdi


Fonte biodizionario o biotiful (due pallini verdi è il giudizio migliore di Biodizionario, che corrisponde al giudizio "ottimo" di Biotiful e due pallini rossi è il giudizio peggiore di Biodizionario e corrisponde a "inaccettabile" di Biotiful, nel mezzo c'è il pallino giallo che viene definito accettabile).

Quindi, un solo ingrediente  con un solo pallino rosso nella matita... direi che sono ottimi INCI!
Via via magari posterò quello degli altri.

Alcuni prodotti Neve Cosmetics

Chi lo sa... magari, come ho imparato a cucinare e mi sono venute idee e fantasia in cucina, da quando uso solo ingredienti vegetali, adesso, che sto scoprendo i trucchi dall'INCI decente e senza derivati animali nel mezzo, magari mi viene voglia di sperimentare le combinazioni di colori sulla mia faccia.

Qui, ad esempio, ho provato due trucchi.
Il mio occhio destro è truccato con una base matita verde marca sconosciuta e che di sicuro è già maggiorenne, angolo esterno e piega sfumata fuori con un marrone scuro marca Revlon che si avvia alla maggiore età e, sulla matita verde (palpebra mobile) e palpebra inferiore, il meraviglioso Costa Smeralda di Neve Cosmetics; l'occhio sinistro è truccato con matita nera sfumata nell'angolo esterno, sopra Lavender Fields di Neve, sulla piega e sfumato Compilation di Neve... mascara volume extra black Bottega Verde e eyeliner Bottega Verde in entrambi i trucchi.
Le linee guida le ho prese da qui (quello con Lavender Fields) e qui (quello con Costa Smeralda).
Non ho usato solo trucchi cruelty free e vegani, semplicemente perché molte cose le possiedo da quando ancora non ero interessata all'argomento e, anche se, via via, aggiornerò il mio beauty case, non butto via prodotti magari ancora nuovi. L'ho fatto con alcuni che erano molto vecchi e dall'INCI proprio improponibile.




venerdì 1 maggio 2015

Veg burger di ceci (2)


Ingredienti
una confezione di ceci pronti
una patata media lessa
succo di mezzo limone
curry
rosmarino
zenzero
sale
un cucchiaio di veg formaggio spalmabile o di panna di soia (facoltativo)
2-3 cucchiai di fecola di patate
1-2 cucchiai di pan grattato

Mettere gli ingredienti (ad eccezione della fecola e del pan grattato) nel mixer, quindi mettere in una ciotola e aggiungere questi ultimi due (variare le quantità in base alla consistenza che si vuole raggiungere: deve essere un impasto abbastanza compatto). Formare dei burger e impanare.
Cuocere in forno o friggere.


Cous cous Klimt (con pomodori secchi e mandorle)


Il nome del piatto, ispirato dal suo colore predominante, me lo sono inventato adesso.
Anche la ricetta :)


Ingredienti (dosi per 10 persone circa)
500 gr di cous cous
7/10 pomodori secchi
mandorle tostate (circa un pugno)
zenzero
zafferano
salvia
olio
sale
foglie di menta per decorare

Gli ingredienti del condimento vanno frullati grossolanamente con il mixer.
Il cous cous può essere consumato anche freddo.

Io lo adoro!!

lunedì 20 aprile 2015

Peperoni ripieni (4)





Ingredienti (per due)
1 peperone grande
circa 100 gr di quinoa (in questo caso, ho messo anche un po' di amaranto)
una decina di pomodorini ciliegino
una decina di capperi
1 cucchiaino di patè di olive (oppure olive fresche)
uno spicchio di aglio

Cuocere la quinoa come da istruzioni sulla confezione (generalmente il rapporto è tot di quinoa e tot*2 di acqua, ma io ne aggiungo sempre un po' man mano che si cuoce) e soffriggere i pomori tagliati molto piccoli (con la mezzaluna) con uno spicchio di aglio e una decina di capperi.
Condire la quinoa con il pomodoro e le olive e farcire il peperone (io taglio il peperone in senso trasversale, ottenendo degli "anelli", che pongo nella teglia su cui ho già messo olio e pan grattato).
Spolverare con pan grattato (io ho aggiunto anche dei semi di sesamo) e un filo di olio e cuocere in forno, fino a che i peperoni sono cotti.

Frittelle di fagioli, ceci e fave (al forno)

Come al solito, le foto di presentazione dei piatti non sono il mio forte!
In questo caso, poi, ci eravamo già mangiati tutte le "frittelle" quando ho deciso di fare la foto.
Non fatevi ingannare dalla foto e dall'aspetto... queste frittelle sono buonissime! Ammetto che di frittelle, fritte o al forno che siano, non buone non me ne sono venute (ancora).
La mia intenzione era quella di fare delle frittelle di fagioli bianchi di spagna e basta, ma avevo degli avanzi di piselli e fave del giorno prima e ho pensato (bene) di unirli all'impasto.

Ingredienti
250 gr circa di fagioli bianchi di spagna
1 cucchiaio formaggio spalmabile (io mi trovo benissimo, anzi devo dire proprio che adoro questo)
2 cucchiai di fecola di patate
un po' di succo di limone
pan grattato quanto basta
fave e piselli (avanzi)

Quando il composto è denso ma non troppo, formare delle frittelline e cuocere al forno o friggere.

sabato 11 aprile 2015

Una vegana all'estero

Pensavo che, all'estero, i posti in cui mangiare vegano fossero molto più diffusi o che, in ogni caso, il veganesimo fosse, seppur anche non condiviso, almeno conosciuto dalla maggior parte delle persone. Invece, non è stato così.
E sicuramente tutto è stato complicato dalla scarsa conoscenza della lingua del posto (siamo andati nella Svizzera francese) e dal fatto che le persone che abbiamo incontrato nel nostro viaggio pensavano che solo un matto o uno molto malato non mangia la carne.

Descriverò qui alcune delle difficoltà (se così possiamo chiamarle, dato che, alla fine, non sono comunque morta di fame e le vere difficoltà della vita sono ben altre) che ho avuto durante la mia settimana di viaggio.

La prima difficoltà non è stata all'estero, ma alla stazione delle ferrovie di Milano, dal quale abbiamo preso il treno per Berna. Affamata, cerco qualcosa da mangiare in due o tre bar: nulla per me. In uno dei due bar, becco pure il cameriere vegano, affranto quanto me per la situazione. Ripiego, in un distributore automatico, sui Tuc... solo per scoprire che contengono le uova! Alla fine, sempre al distributore, prendo un "sanissimo" pacchetto di patatine fritte.

La seconda difficoltà è stata sul treno Milano Berna, dotato di vagone ristorante. Morta di fame, vado, decisa a pranzare. L'intero menu non prevede nemmeno una pietanza che non contenga carne, pesce, latte o uova, eccetto l'insalata. Ripiego per quella, un po' a malincuore, dato che l'insalata non mi è mai piaciuta... ordino e mi dicono che è finita. Non mi rimane che alzarmi, con un buco allo stomaco sempre più grande.

La terza difficoltà è stata la casa in cui eravamo ospiti. Da due anziane signore italiane, che non hanno idea di cosa voglia dire vegana e che pensano che non mangiare carne sia un'assurdità, che può essere motivata solo da grave malattia, e con cui - al momento di parlare di cibo - si è svolta, più o meno la seguente discussione:
Io: ... no, non mangio carne
Signora1 (faccia sconvolta, come se avessi detto che so volare agitando le braccia): come non mangi carne?!
Signora2 (faccia altrettanto sconvolta, però empatica): oh poverina, che cosa hai? stai male?
Io: no, non sto male... è che gli animali mi...
Signora2: ah, non stai male?! allora come mai non la mangi?
Io: eh, perché, dicevo, gli animali mi fanno p...
Signora1 (rivolta a Signora2): ma certo che sta male! se ti ha detto che non mangia carne è perché sta male, no?! altrimenti perché non dovrebbe mangiarla?!
Io: no... è che io non mangio carne per scel... (occhi increduli e indagatori puntati contro) eh, sì, sto male. In effetti, ho un problema di salute per cui non posso mangiare carne, latte e uova... insomma, tutti i derivati animali. Se mangio questi alimenti poi sto malissimo, quindi li evito
Signora1: ah, poverina... ma il pesce lo mangi, no?
Signora2: ah, sì, certo che lo mangi! domani andiamo al ristorante, fanno certi pesci fritti... vedrai che buoni!
Io: ehm... il pesce no, nemmeno... sono intollerante anche a quello, quindi preferisco non mangiarlo
Signora1: allora mangi solo pasta e pane?
Io: ehm... no, pasta e pane ne mangio pochi perché sono a dieta
Signora1: ma allora cosa mangi?
Io: beh, tutto quello che è vegetale... legumi, verdure, frutta fresca e secca
Signora2: oh, poverina... ma come fai? e noi cosa ti cuciniamo?
Io: mah, non so, della verdura...
Signora2: come della verdura? tipo l'insalata? solo quella?
Io: ...
Signora1: ah, le patate! le patate ti piacciono?
Io (omettendo di dire che proprio le patate non le dovrei mangiare davvero per motivi di salute): sì, le patate vanno benissimo.
(Nota: nonostante le abbia colte di sorpresa con la mia "stramba" intolleranza, le signore si sono comunque prodigate per venirmi incontro e hanno rimpinzato il marito di carne e salumi, che, in una sola settimana, ha mangiato il quantitativo che, prima, a casa nostra si mangiava in sei mesi).

La quarta difficoltà è stata al ristorante nel quale ci hanno portato, famoso per il pesce fritto
Non essendo in grado di spiegare, nel mio francese scolastico dimenticato, il mio "problema" al cameriere, mi faccio aiutare da Signora1 che gli spiega che non mangio carne e fa da interprete per il resto della conversazione, mentre tutto il tavolo (e i vicini di tavolo) mi guarda allibito per il fatto che io non solo non mangio carne, ma nemmeno il pesce, il latte e le uova.
(Per ovvie ragioni, il dialogo che si è - più o meno - svolto, lo riporto in italiano e salto i passaggi in cui signora1 faceva da interprete, facendo finta che io e il cameriere ci capissimo).
Signora1: bla bla bla non mangia carne bla bla
Cameriere: oh, nessun problema, le porto la zuppa di nonmiricordocosa!
Io: ehm, sicuro che non c'è latte o uovo?
Cameriere: no, né latte né uovo, comunque può controllare sul menu
Io (guardando il menu): ehm, qui c'è scritto che c'è la crème fraîche (panna acida)
Cameriere: ah sì, certo, non va bene?
Io: eh, no perché è fatta con il lat... va beh. C'è qualcos'altro?
Cameriere: mmm, vediamo... ci sono le patate fritte
Io: ah, ok, quelle le prendo... altro?
Cameriere: ehm, ehm, non lo so...
Io (spulciando il menu, barcamenandomi tra gli ingredienti in francese): oh, ho trovato! c'è il nonmiricordocosa2, che non contiene nulla di orgine animale... vorrei una porzione di quello!

La quinta difficoltà è stata un negozio bio (di quelli che, apparentemente, vendono anche prodotti per vegani. 
Entro e comincio a guardare. Nulla di vegano, almeno al primo sguardo. Io so comunicare abbastanza in inglese, ma non parlo una sola parola di tedesco e ne parlo 3 di francese e chiedo alla commessa... prima rivolgendomi in inglese e lei non capisce, poi passo a uno stentassimo francese da scuola media frequentata trent'anni fa e pronuncio la parola magica "vegan", pensando che in un negozio di quel genere sia ovvio che sappia almeno per sentito dire cosa significhi, invece, la tipa fa una faccia da tabula rasa completa... il nulla. 
Allora tento di spiegare cosa cerco, con il mio francese maccheronico, qualcosa "no euf et no lait" e la tipa mi indica un piccolissimo scaffale con prodotti, prevalentemente dolciari, con le etichette in tedesco (lingua nella quale non so nemmeno dire buongiorno). Ok, sospiro. Scelgo a caso una cosa basandomi sulla fotografia del prodotto (torta al cioccolato dall'aspetto invitante) e chiedo di confermare che il prodotto sia veg. La commessa mi spiega che non parla il tedesco, quindi non ha la più pallida idea di quello che c'è scritto sulla confezione. Di fronte alla mia evidente delusione (e al fatto che sono decisa a non comprare nulla a scatola chiusa), però, mi fa cenno di aspettare e chiama qualcuno, da una porta esce un tizio e conferma la veganaggine del prodotto. 
Risultato: credendo di aver acquistato dei brownies o qualcosa del genere, mi sono portata in giro per la Svizzera e poi a casa un preparato per torta al cioccolato tedesco (poi l'ho preparato e mangiato a casa, non era nulla di che ma almeno era vegan!).

La sesta difficoltà, a Berna, sono stati diversi negozi che vendono panini e roba del genere, in cui non c'è nemmeno un panino senza formaggio o senza affettati. Però, in uno di questi, ci indicano un posto vegano. Io, felice come una Pasqua, ci vado quasi saltellando. Arrivati al momento di ordinare, scopro che è un locale vegetariano e non vegano e che c'è solo un panino adatto a me. Ovviamente lo prendo. In pratica, sono due fette di pane e, in mezzo, radicchio, melanzane, cetrioli e altra roba sotto'olio (con tutto l'olio del barattolo, immagino). Una roba unta e vagamente disgustosa. Però vegana.

mercoledì 8 aprile 2015

Capirci qualcosa dell'INCI dei prodotti

Quando qualcuno mi dice che cucinare vegano è complicato, io dentro di me sorrido e penso che il veganesimo alimentare è l'aspetto davvero più semplice dell'essere vegani. 
Perché è facile sapere se una mela è vegana oppure no (anche se diventa più complicato quando la lista degli ingredienti è infarcita di cose come la L-cisteina, che è uno degli ingredienti che si trova quasi sempre nelle paste sfoglia industriali)... ma non sempre è facile capire se una scarpa è di pelle vera, pelle finta o ecopelle (con la disinformazione che c'è in merito, poi) oppure vallo a capire con l'inci dei prodotti per il corpo o dei cosmetici... ad esempio, sarà vegan il tin oxide (giusto per dirne uno che mi è capitato sotto gli occhi poco fa, che, comunque, sì, è vegan)?!

Essere vegani in ogni aspetto della vita è un po' complicato, perché spesso l'informazione devi andarla a cercare con fatica... ma non è impossibile. Certo, sono ancora lontana dall'avere una vita completamente cruelty free, ma mi impegno per riuscirci.


A proposito, proprio oggi ho scoperto che la dicitura cruelty free sui prodotti per il corpo e i cosmetici significa che gli ingredienti non sono testati sugli animali, ma non indica assolutamente che gli ingredienti usati non siano di origine animale. Io, molto ingenuamente, credendo che cruelty free indicasse anche che non vengono ammazzati animali per preparare il mio shampoo, usavo felicemente prodotti di marche cruelty free, come ad esempio L'ErbolarioI Provenzali e Vivi Verde, convinta che fossero anche vegan.
Proprio mentre scrivo, cerco di capirne di più e, sul sito de I Provenzali, approdo a questa pagina... quindi I Provenzali non usa ingredienti di origine animale.
Poi approdo su questa pagina... quindi anche Vivi Verde è vegan.
L'Erbolario non si esprime chiaramente in merito, quindi deduco che non lo sia... basta controllare prodotto per prodotto.

Per facilitare il controllo, anche il mio personale di quando faccio acquisti... faccio una lista degli ingredienti non vegan o comunque "sospetti", al momento parto con gli ingredienti usati nei prodotti per il corpo/cosmesi. Conto di aggiornare questo post man mano e accetto suggerimenti.

Elenco degli ingredienti non vegani che possono ritrovarsi nei prodotti per la cura del corpo/cosmetici.

  • Miele: indicato in INCI come MEL o HONEY
    Cera d'api: indicata come CERA ALBA, BEES WAX
    Cocciniglia: E120, CI 75470, Natural Red 4, Crimson Lake o Cochineal (che si trova anche anche come carmine o rosso carminio o acido carminico)

    Propoli: indicata come PROPOLIS CERA / PROPOLIS EXTRACT
    Pappa reale: ROYAL JELLY, ROYAL JELLY EXTRACT
    Lanolina: indicata come LANOLIN, oppure i suoi derivati: Isopropyl Lanolate, AmerlateP, Amerlate W, Lanolin, Iso-Pr esters lanolin fatty acids, Lanesta S, Lanolic acid, Lanolin fatty acid iso-Pr esters, Lanolin acids
    Acido stearico: STEARIC ACID
    Glicerina: GLYCERIN (non c'è distinzione in INCI se sia di origine animale o vegetale)
    Collagene: COLLAGEN, SOLUBLE COLLAGEN, HYDROLIZED COLLAGEN
    Placenta: HYDROLIZED PLACENTAL PROTEIN, PLACENTAL PROTEIN, PLACENTAL EXTRACT
    Latte, panna, siero di latte: LACTIS LIPIDA, LACTIS PROTEINUM, LAC, CAPRAE LAC (latte di capra)
    Lattosio: LACTOSE
    Uova: EGG, EGG OIL, EGG EXTRACT, EGG POWDER, EGG YOLK, EGG YOLK EXTRACT
    Proteine della seta: HYDROLIZED SILK PROTEIN, SERICIN, FIBROIN
    Elastina: ELASTIN
    Sego bovino: SODIUM TALLOWATE (si può trovare facilmente nei saponi) .
(elenco preso da qui)

A questi ingredienti di origine animale ne vanno aggiunti altri:
cheratina, E542 (origine: ossa animali), castoreo, ambra grigia
(in aggiornamento)


Ce ne sono, poi, ancora altri che possono o no essere di origine animale:
l'acido ialuronico, monogliceridi e digliceridi degli acidi grassi noti anche come E471 (origine: corna, unghie e grasso oppure olio di palma, di cocco), il muschio, lo squalene o squalano
(in aggiornamento)



Oltre all'aspetto legato all'origine degli ingredienti, io mi baso molto anche sulla tossicità per me e per l'ambiente dei prodotti che sto per spalmarmi addosso... c'è un dizionario meraviglioso, che consulto da un decennio circa, che si chiama biodizionario, che dà le indicazioni in merito. 
Ci sono altri siti che frequento per lo stesso motivo, di cui possono anche essere scaricate le app sul cellulare, che sono biotiful e è verde?, che hanno anche un database di prodotti, per cui solo indicando il nome del prodotto, è possibile conoscere l'inci e valutare sul momento e rapidamente.
Quindi, passare dall'utilizzo di prodotti qualsiasi senza accertarsi di quello che c'è dentro a un utilizzo consapevole è una cosa che si può fare... certo, il primo step è certamente il più difficile, ma si può fare. Io, dopo anni, sto ancora "studiando".


venerdì 3 aprile 2015

Mozzarisella (ricetta personalizzata)

Era da tanto tempo che non preparavo la mozzarisella in casa. 
Dal momento che domani devo condire un'intera teglia di pasta alla norma (*), ho pensato che era giunto il momento.

Questa volta, la ricetta è mia.

Ingredienti
150 ml di latte di soia
150 ml di panna di soia
3/4 cucchiai di maizena
un cucchiaino di burro di soia
1 cucchiaino di agar agar
basilico in polvere (**)
un pizzico di aglio
sale

Mescolare con una frusta tutti gli ingredienti a freddo (eccetto l'agar agar e il basilico), mettere sul fuoco moderato. Quando inizia a scaldarsi, aggiungere l'agar agar, mescolando continuamente, e poi il basilico. Ben presto si addensa, continuare a mescolare qualche minuto.
Versare in una ciotola oliata. Far raffreddare e mettere in frigo qualche ora.
Sformare.

Questa mozzarisella è volutamente poco aromatizzata, perché mi serve sostanzialmente per aggiungere un sapore a una pasta che è già molto condita e buonissima di suo. Eventualmente doveste seguire questa ricetta, tenetene conto e aggiungete qualche altra spezia.

Questa è la mozzarisella appena versata nella ciotola.
Assaggiata in questa fase mi è piaciuta tanto da raccogliere il fondo
del pentolino con la spatola e mangiarla. 

Ecco  la mozzarisella appena sformata.
Niente, io non riesco a sformare le cose dritte :)


(*) Pasta alla Norma - ricetta originale non vegana tipica delle mie parti: pasta con la salsa, le melanzane fritte, il basilico e la ricotta salata; in alcune varianti, contiene anche la mozzarella.
(**) Ho usato il basilico perché dovevo metterla nella pasta alla norma, ma la prossima volta metterò un mix di spezie.

sabato 28 marzo 2015

"Calamari" felici ripieni

Non mi piace associare i piatti vegani a quelli tradizionali con carne e/o pesce, in genere. L'associazione, normalmente, mi induce a non mangiarne proprio. Come, ad esempio, mi capita con un preparato a base vegetale che somiglia talmente (sia nella forma sia nel gusto) a involtini di carne al rosmarino, che io li ho mangiati una volta e non li ho mai più presi.
In questo caso, il mio piatto somiglia talmente tanto esteticamente ai calamari ripieni, che è impossibile non chiamarlo così; sul sapore non mi pronuncio, perché i calamari non li mangiavo nemmeno "prima".




Si tratta, in realtà, di foglie di cavolo ripiene, la cui ricetta mi sono inventata di sana pianta ieri sera e li ho mangiati con amici (che hanno gradito).

Ingredienti per 3-4 persone
4/6 foglie di cavolo cotte al vapore (considerare almeno una ciascuno, in base alla grandezza delle foglie)
Ripieno composto da:
un pugno di mandorle tostate qualche minuto,
circa 100 gr di "philadelphia" vegan,
un paio di cm di barretta di seitan affumicato con semi di canapa (quanto basta per dare il sapore di affumicato),
panna di soia/avena (circa 100 gr, ma anche meno),
un cucchiaino di tahin (facoltativo),
olio di oliva, sale.

Mettere nel mixer gli ingredienti del ripieno, fino ad ottenere un composto cremoso spalmabile (eventualmente regolando le quantità di panna di soia e di philadelphia).
Riempire le foglie di cavolo con il ripieno e formare degli involtini, cuocere in forno qualche minuto, dopo aver spolverizzato con un po' di pan grattato e un filo di olio.

venerdì 27 marzo 2015

Il mito della vitamina B12

Una delle prime cose che deve affrontare un neo-vegano, dopo l'anatema della morte per carenza di proteine, è l'anatema della morte per carenza di vitamina B12.
Io, prima della mia conversione alimentare, non mi ero mai posta alcun problema di tipo nutrizionale, non mi ero mai chiesta (purtroppo) ad esempio "Cosa sto introducendo nel mio corpo, mangiando ogni giorno codeste schifezze?"... a pensarci bene, considerato quanto male ho mangiato nell'ultimo decennio prima del giorno dell'illuminazione (1/5/2014), è sorprendente che, a parte un po' di sovrappeso e qualche altro piccolo disturbo (molti erano andati via già a luglio, due mesi dopo), io stia, tutto sommato, bene.

La vitamina B12 è fondamentale, quindi, in un modo o nell'altro, va assunta.
Però c'è molta ignoranza in merito... ad esempio, quando ho richiesto al mio medico di prescrivermi le analisi per individuare eventuale carenza di questa vitamina, mi ha detto "Ma come, voi che mangiate tutte queste verdure, non dovreste avere carenza" (si percepisce già che pensa che sono matta, da come dice "voi" e in effetti è lo stesso che mi disse, quando ancora pensavo a diventare vegana e non  lo ero, che senza carne non si sopravvive). 
Su questa cosa della vitamina B12 c'è, in effetti, un po' di confusione e allora io mi affido a siti che ritengo attendibili, quale questo qui, che dice che la vitamina B12 non può essere assimilata dai vegetali, perché questi non ne contengono, semmai, possono contenerne un po' se sono sporchi di terra, perché la vitamina B12 è prodotta dai batteri del terreno. 
Gli onnivori non hanno carenze di B12, perché la assumono mangiando animali. Ma in che modo?
Gli animali devono assumere la vitamina B12 anche loro dai batteri del terreno. Negli allevamenti, gli animali non sono liberi di mangiare terra e mangiano mangimi industriali e la vitamina B12 viene inserita come integratore.
Quindi, quando un onnivoro parla di non naturalità della dieta se per caso assumi un integratore di B12, bisognerebbe far presente che quella che viene assunta dai mangiatori di carne è tutt'altro che naturale... inoltre, poi, sulla naturalità del mangiare carne ci sarebbe da discutere. 

Comunque, se l'anatema di morte per carenza di proteine è una bestialità bella e buona, invece per la vitamina B12 è vero: i vegani possono andare incontro a carenze di vitamina B12 (che possono essere molto pericolose), anche se pare sia un'eventualità remota, a meno che non ci siano delle condizioni particolari (ben descritte nell'articolo che ho linkato sopra). In questo caso, è consigliato assumerla come integratore e, a prescindere, fare dei controlli.


martedì 24 marzo 2015

Veg burger di lupini al forno


Ingredienti
lupini (circa 150 gr)
patate (circa 150 gr)
formaggio spalmabile veg (un paio di cucchiaini)
farina di ceci (un paio di cucchiai)
spezie a piacere (io ho messo curcuma, zafferano, erba cipollina, aglio in polvere)
olio (un cucchiaio circa)
acqua (il fondo di un bicchiere)
succo di limone (1 cucchiaino)
sale

Fare bollire le patate e schiacciarle.
Mettere nel mixer tutti gli altri ingredienti (eccetto la farina di ceci), fino ad ottenere un composto abbastanza omogenero. Aggiungere la patata schiacciata e la farina di ceci. Si formerà un composto abbastanza compatto.
Accendere il forno a 180°C modalità ventilato.
Formare delle frittelline schiacciate (o dei burger) e impanare con pan grattato, semi di sesamo e origano.
Infornare per circa mezz'ora.

Variate le quantità in base al gusto personale, soprattutto di succo di limone e spezie.

sabato 21 marzo 2015

Cioccolatini



I cioccolatini sono una di quelle cose che mi sono sempre detta che avrei voluto fare e che, per un motivo o per un altro, non ho fatto mai. Bene, oggi mi sono decisa.
Come sempre, sono andata un po' a casaccio, ma, bene o male, le dosi sono quelle che ho scritto sotto.

Ingredienti
100 gr circa di burro di cacao
un cucchiaio abbondante di zucchero integrale di canna
un cucchiaio abbondante di farina di carruba
un cucchiaio abbondante di farina di cocco
vaniglia

Sciogliere il burro di cacao a bagno maria e aggiungere gli altri ingredienti velocemente, mescolando.
Versare negli stampi per cioccolatini e mettere in frigo.

Variante
100 gr circa di burro di cacao
un cucchiaio abbondante di burro di cocco
50/60 gr di cacao
vaniglia (un paio di cucchiaini)
succo di agave (facoltativo)
scorze frullate di un limone


venerdì 13 marzo 2015

Pesto di mandorle, basilico e pomodorini


Ieri ho fatto un pesto davvero buono. Me lo sono inventato e ho messo tutti gli ingredienti a occhio, quindi non posso indicare le dosi esatte, ma faccio del mio meglio. Oltretutto, le proporzioni tra gli ingredienti possono essere dettate dal gusto personale... quindi, insomma, fate voi :)

Mandorle (io le ho usate con tutta la pellicina) tostate qualche minuto in padella (un paio di pugni)
Basilico fresco (circa metà mazzetto, una ventina di foglie)
Pomodorini ciliegino (5-7)
Olio e sale

Ho mixerato gli ingredienti, non fino ad arrivare ad avere una crema, ma piuttosto un composto pastoso ma con qualche granulo di mandorla o pezzettino di pomodoro.
Poi ho passato il pesto in padella qualche minuto (ma non era nemmeno necessario) e ci ho condito la pasta (nel piatto farfalle di kamut).

martedì 10 marzo 2015

Riflessioni



I biscotti (ricetta base dei cookies di Dieta Personalizzata, quelli di questo post) li faccio spesso e volentieri, alla ricerca della personalizzazione perfetta per me (oggi ci sono andata vicina!). 
Oggi ho fatto anche il pesto di pistacchio e quello di mandorle. 
La ricetta che ho usato è la stessa: mandorle/pistacchi tostati qualche minuto in padella e frullati con abbondante olio di oliva e sale. Bon.
Il primo lo userò sicuramente per condire la pasta di kamut stasera, il secondo forse per condire una pasta o spalmarlo sul pane o su una piadina. Oppure come accompagnamento di qualche verdura.

Riflettevo, poco fa, sul fatto che, sino a circa quindici anni fa, non sapevo nemmeno cucinare la pasta  (e non è un modo di dire) e adesso il mio passatempo preferito (a parte bloggheggiare!), è cucinare inventando. 
Inventare in cucina mi piace. 
Le ricette le seguo, se devo fare una cosa che non ho mai fatto, ne seguo anche le virgole. Ma non sempre le ricette sono perfette. Anzi, più sperimento, più mi accorgo che la ricetta perfetta non esiste. Anche perché i gusti non sono standard. 
Ad esempio, parliamo dei cookies che ho citato a inizio di questo post. La prima volta che li ho fatti, ho seguito la ricetta quasi senza variazioni, anzi ho dovuto fare una variazione sulla quantità di olio perché l'impasto non era compatto. Dalla seconda volta in poi, ho sempre personalizzato qualcosa. Oggi, ho quasi raggiunto la ricetta perfetta.
I risultati dei miei esperimenti non sono sempre ottimi, ma spesso notevoli, con punte di perfezione (per me si intende!). 
Se qualcuno anni fa mi avesse detto che avrei amato stare dietro ai fornelli e che avrei bandito qualunque derivato animale dai miei esperimenti culinari, non ci avrei creduto.
Per fortuna ci si evolve.

giovedì 5 marzo 2015

Farinata con patate e cipolle

Ieri, per la prima volta, ho preparato la farinata. 
La farinata è una sorta di frittata al forno, la cui base, invece delle uova, è una pastella di farina di ceci e acqua.
La farina di ceci, in sé, non è il mio alimento preferito. Ho ancora un ricordo molto nauseato di una volta che ho preparato gli gnocchi con farina di ceci e non sono nemmeno riuscita a mangiarli... però, la frittata di patate è uno dei pochi alimenti dell'alimentazione onnivora che mi manca, anche se non ne mangiavo quasi mai, visto che le uova mi facevano stare malissimo... e questa è la cosa che più le si avvicina.
Grazie alla condivisione di ricette vegan con la mia amica sperimentatrice V., l'altro giorno mi sono decisa a provare questa farinata con patate e cipolle.
Ho seguito le istruzioni trovate in questo blog, con un piccolo accorgimento consigliato dalla mia amica V.

Ingredienti per 2/3 persone
450 ml di acqua
150 gr di farina di ceci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/4 di bicchiere di olio EVO
sale
1 cipolla
2 patate medie

Preparare la base, mescolando farina, acqua e bicarbonato. Si consiglia di preparare la pastella (base) almeno 5-8 ore prima e lasciare riposare fuori dal frigo. Al momento di utilizzarla, aggiungere l'olio e il sale.
Soffriggere la cipolla e le patate. Unire alla pastella e infornare a 220°C per circa 30 minuti.
Non usare teglie piccole e alte, ma preferire teglie larghe, tipo la leccarda del forno (anche se non so se con questa quantità esigua di pastella, arriva a riempirsi) e non dimenticare di ungere bene la teglia (o usare carta forno).

Il risultato è stato ottimo. La farinata ha avuto un certo successo in famiglia e penso sarà uno dei piatti che ripeterò molto frequentemente.

Biscotti con gocce di cioccolato


Premesso che sono i primi biscotti che mi vengono davvero buonissimi e che avrei mangiato tutti in una volta, ecco la ricetta.

Ingredienti
170 gr di farina mista (farro e integrale, io ho messo circa 100 di farina di farro e il resto integrale)
30 gr di zucchero integrale di canna
70 gr di olio di semi (*)
cacao e gocce di cioccolato a piacere (**)
1 cucchiano di vaniglia in polvere (**)
1 cucchiaino di bicarbonato + 1 cucchiaio e mezzo di aceto di mele (al posto del lievito)

Preparare l'impasto e mettere i biscotti su un foglio di carta forno.
Cuocere per 10/15 minuti a 170°C.


(*) dato che l'impasto mi viene troppo compatto, aggiungo un po' di olio ad occhio per ammorbidirlo; talvolta aggiungo anche un po' di burro di soia o margarina

(**) tali ingredienti li ometto, quando aromatizzo i biscotti con limone e zenzero: in tal caso aggiungo, invece, la scorza grattugiata di un limone e mezzo limone spremuto e un po' di zenzero grattugiato o in polvere

mercoledì 25 febbraio 2015

Comprare le scarpe

Il veganesimo, per me, non si riduce a non mangiare animali e derivati, ma è uno stile di vita che ha ovvie ripercussioni in tutti i campi. Quindi, va da sé che cerco di usare prodotti non testati su animali e capi di abbigliamento cruelty free.
E questa è certamente la parte "difficile" dell'essere vegana, perché i prodotti cruelty free non sono sempre disponibili e talvolta non sono nemmeno ben segnalati e, quandosi trovano, spesso, costano molto di più.
La parte più difficile in assoluto è comprare le scarpe, per me. 
Oh, scarpe vegan ne esistono, ci sono un sacco di siti online, ma costano spesso tantissimo e poi comprare le scarpe online non è sempre molto fattibile, per me che cambio numero in base al tipo di scarpa e alla marca... passo tranquillamente dal 36 a al 37 e mezzo.
Comunque, oltre al problema del prezzo (se si vuole un prodotto che non si distrugga dopo mezz'ora)... c'è anche la carenza di informazione e confusione sui materiali.
Ad esempio, adesso io sto cercando online degli stivali. Lo stesso modello e marca, sul sito amazon italiano mi dice che è fatto in ecopelle e sul sito amazon inglese dice che è pelle finta. 
Ecopelle e pelle finta sono cose diverse. Già la terminologia dovrebbe suggerire che non sono la stessa cosa... ma il termine ecopelle è spesso usato impropriamente, anche da gente del settore, per indicare la finta pelle.
L'ecopelle (pelle ecologica, pelle vegetale) non è vegana. E' pelle di origine animale ed è diversa dalla pelle tradizionale solo per il metodo usato per la concia, che ha un impatto ambientale minore rispetto al metodo tradizionale.
La "pelle" vegana è quella che viene indicata come finta pelle, pelle sintetica, similpelle, ecc. ed è sintetica, fatta di materiale plastico.

Questi sono i simboli che si possono trovare nella descrizione delle scarpe.
Con il termine cuoio si intende la pelle conciata.

Qui potete leggere un articolo di tuttogreen a proposito di ecopelle e finta pelle.

mercoledì 11 febbraio 2015

Torta salata con cavoletti di Bruxelles



Ingredienti
1 confezione di pasta brisée da 250 gr (*)
circa 350 gr di cavoletti di Bruxelles
1 patata media
2 topinambur medi
1 grande cipolla
100 ml circa di bechamelle (*)


Cuocere a vapore cavoletti, patate e topinambur.
Quando cotti, soffriggere la cipolla tagliata molto sottile e saltarli in padella con la cipolla.
Quindi, mettere tutto su un foglio di pasta brisée, ricoprire con la bechamelle e infornare.
Io uso il ventilato a 180/200°C per mezz'ora, minuto più minuto meno.


(*) Chiaramente vegan.

sabato 31 gennaio 2015

Pane con farina di farro



  • 300 g di farina di farro
  • 100 g di farina di grano integrale
  • 12 g di lievito di birra
  • 25 cl di acqua tiepida
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio di sale
Ho usato la macchina del pane per impastare e, appena uscito l'impasto, ho infornato a 240 °C (modalità ventilato) per 30 minuti esatti, mettendo una pirofila con dell'acqua nel vano basso del forno, per il tempo della cottura.
È venuto davvero ottimo!

 Il procedimento senza macchina del pane, lo potete trovare qui.

domenica 25 gennaio 2015

Per la serie "I vegani mangiano solo insalata"

Partendo dall'alto a sinistra, patate stufate con tofu e zafferano, paninetti homemade, lasagne di farro al ragu di seitan, torta salata di cavolo nero, bocconcini di soia all'arancia, bocconcini di soia alla cacciatora... manca all'appello la Sacher vegan di Haiku Cucina Naturale, che - per la cronaca - era buonissima.
Menu per 4/5 persone

Patate stufate
Soffriggere mezza cipolla, aggiungere cinque patate tagliate a pezzi (tipo per farle al forno). 
Fare rosolare un po', quindi aggiungere un bicchierino da liquore pieno di acqua calda mischiata con zafferano in polvere (un cucchiaino scarso, ma mettere a piacere) e l'altra mezza cipolla (tagliata a fette, non so se c'era bisogno di specificare!).
Fare cuocere, aggiungendo di tanto in tanto acqua, e, a metà cottura, aggiungere circa 100 grammi di tofu tagliato a dadini molto piccoli.

Lasagne
Per fare queste non ci vuole proprio nulla dato che ho usato tutti ingredienti già pronti.
Alternare strati di ragu di seitan allungato con acqua e pelati (io ho usato due barattolini di ragu di seitan pronto - marca Cereal Terra, buonissimo - da 190 gr e quasi un barattolo di pelati da 400 gr), lasagne di farro (9/12 foglietti), panna o bechamelle vegan (una confezione da 200 gr).
Chiudere con strato di salsa.

Soia alla cacciatora
Ho usato le cotolettine di soia disidratate (per entrambe le ricette circa 200 grammi, ma ne è avanzata un po', quindi anche 150 sarebbero stati ulra sufficienti): le ho idratate, facendole cuocere una decina di minuti in acqua calda leggermente salata, quindi le ho strizzate e poi le ho tagliate a pezzetti di circa 2cm x 2 cm, che ho impanati con la farina.
Ho messo a soffriggere una cipolla e ho aggiunto la soia, facendo rosolare un po'. 
Ho poi aggiunto una decina di piccoli pomodorini tagliati a pezzetti, qualche oliva nera tagliata a pezzettini, una decina di capperi e mezzo bicchiere di salsa di pomodoro. 
Ho fatto cucinare per una decina di minuti.
(Sale a piacere, ma anche no)

Soia all'arancia
Soffriggere uno scalogno (o cipolla o porro) e la soia tagliata a pezzetti e impanata, preparata seguendo l'iter della ricetta alla cacciatora (qui sopra).
Rosolare qualche secondo e aggiungere succo d'arancia (3/4 arance) e salsa di soia abbondante. Aggiungere, se vi va, delle fette di arancia. Cuocere per un po', mescolando, fino a quando il succo d'arancia non si restringe.