sabato 28 marzo 2015

"Calamari" felici ripieni

Non mi piace associare i piatti vegani a quelli tradizionali con carne e/o pesce, in genere. L'associazione, normalmente, mi induce a non mangiarne proprio. Come, ad esempio, mi capita con un preparato a base vegetale che somiglia talmente (sia nella forma sia nel gusto) a involtini di carne al rosmarino, che io li ho mangiati una volta e non li ho mai più presi.
In questo caso, il mio piatto somiglia talmente tanto esteticamente ai calamari ripieni, che è impossibile non chiamarlo così; sul sapore non mi pronuncio, perché i calamari non li mangiavo nemmeno "prima".




Si tratta, in realtà, di foglie di cavolo ripiene, la cui ricetta mi sono inventata di sana pianta ieri sera e li ho mangiati con amici (che hanno gradito).

Ingredienti per 3-4 persone
4/6 foglie di cavolo cotte al vapore (considerare almeno una ciascuno, in base alla grandezza delle foglie)
Ripieno composto da:
un pugno di mandorle tostate qualche minuto,
circa 100 gr di "philadelphia" vegan,
un paio di cm di barretta di seitan affumicato con semi di canapa (quanto basta per dare il sapore di affumicato),
panna di soia/avena (circa 100 gr, ma anche meno),
un cucchiaino di tahin (facoltativo),
olio di oliva, sale.

Mettere nel mixer gli ingredienti del ripieno, fino ad ottenere un composto cremoso spalmabile (eventualmente regolando le quantità di panna di soia e di philadelphia).
Riempire le foglie di cavolo con il ripieno e formare degli involtini, cuocere in forno qualche minuto, dopo aver spolverizzato con un po' di pan grattato e un filo di olio.

venerdì 27 marzo 2015

Il mito della vitamina B12

Una delle prime cose che deve affrontare un neo-vegano, dopo l'anatema della morte per carenza di proteine, è l'anatema della morte per carenza di vitamina B12.
Io, prima della mia conversione alimentare, non mi ero mai posta alcun problema di tipo nutrizionale, non mi ero mai chiesta (purtroppo) ad esempio "Cosa sto introducendo nel mio corpo, mangiando ogni giorno codeste schifezze?"... a pensarci bene, considerato quanto male ho mangiato nell'ultimo decennio prima del giorno dell'illuminazione (1/5/2014), è sorprendente che, a parte un po' di sovrappeso e qualche altro piccolo disturbo (molti erano andati via già a luglio, due mesi dopo), io stia, tutto sommato, bene.

La vitamina B12 è fondamentale, quindi, in un modo o nell'altro, va assunta.
Però c'è molta ignoranza in merito... ad esempio, quando ho richiesto al mio medico di prescrivermi le analisi per individuare eventuale carenza di questa vitamina, mi ha detto "Ma come, voi che mangiate tutte queste verdure, non dovreste avere carenza" (si percepisce già che pensa che sono matta, da come dice "voi" e in effetti è lo stesso che mi disse, quando ancora pensavo a diventare vegana e non  lo ero, che senza carne non si sopravvive). 
Su questa cosa della vitamina B12 c'è, in effetti, un po' di confusione e allora io mi affido a siti che ritengo attendibili, quale questo qui, che dice che la vitamina B12 non può essere assimilata dai vegetali, perché questi non ne contengono, semmai, possono contenerne un po' se sono sporchi di terra, perché la vitamina B12 è prodotta dai batteri del terreno. 
Gli onnivori non hanno carenze di B12, perché la assumono mangiando animali. Ma in che modo?
Gli animali devono assumere la vitamina B12 anche loro dai batteri del terreno. Negli allevamenti, gli animali non sono liberi di mangiare terra e mangiano mangimi industriali e la vitamina B12 viene inserita come integratore.
Quindi, quando un onnivoro parla di non naturalità della dieta se per caso assumi un integratore di B12, bisognerebbe far presente che quella che viene assunta dai mangiatori di carne è tutt'altro che naturale... inoltre, poi, sulla naturalità del mangiare carne ci sarebbe da discutere. 

Comunque, se l'anatema di morte per carenza di proteine è una bestialità bella e buona, invece per la vitamina B12 è vero: i vegani possono andare incontro a carenze di vitamina B12 (che possono essere molto pericolose), anche se pare sia un'eventualità remota, a meno che non ci siano delle condizioni particolari (ben descritte nell'articolo che ho linkato sopra). In questo caso, è consigliato assumerla come integratore e, a prescindere, fare dei controlli.


martedì 24 marzo 2015

Veg burger di lupini al forno


Ingredienti
lupini (circa 150 gr)
patate (circa 150 gr)
formaggio spalmabile veg (un paio di cucchiaini)
farina di ceci (un paio di cucchiai)
spezie a piacere (io ho messo curcuma, zafferano, erba cipollina, aglio in polvere)
olio (un cucchiaio circa)
acqua (il fondo di un bicchiere)
succo di limone (1 cucchiaino)
sale

Fare bollire le patate e schiacciarle.
Mettere nel mixer tutti gli altri ingredienti (eccetto la farina di ceci), fino ad ottenere un composto abbastanza omogenero. Aggiungere la patata schiacciata e la farina di ceci. Si formerà un composto abbastanza compatto.
Accendere il forno a 180°C modalità ventilato.
Formare delle frittelline schiacciate (o dei burger) e impanare con pan grattato, semi di sesamo e origano.
Infornare per circa mezz'ora.

Variate le quantità in base al gusto personale, soprattutto di succo di limone e spezie.

sabato 21 marzo 2015

Cioccolatini



I cioccolatini sono una di quelle cose che mi sono sempre detta che avrei voluto fare e che, per un motivo o per un altro, non ho fatto mai. Bene, oggi mi sono decisa.
Come sempre, sono andata un po' a casaccio, ma, bene o male, le dosi sono quelle che ho scritto sotto.

Ingredienti
100 gr circa di burro di cacao
un cucchiaio abbondante di zucchero integrale di canna
un cucchiaio abbondante di farina di carruba
un cucchiaio abbondante di farina di cocco
vaniglia

Sciogliere il burro di cacao a bagno maria e aggiungere gli altri ingredienti velocemente, mescolando.
Versare negli stampi per cioccolatini e mettere in frigo.

Variante
100 gr circa di burro di cacao
un cucchiaio abbondante di burro di cocco
50/60 gr di cacao
vaniglia (un paio di cucchiaini)
succo di agave (facoltativo)
scorze frullate di un limone


venerdì 13 marzo 2015

Pesto di mandorle, basilico e pomodorini


Ieri ho fatto un pesto davvero buono. Me lo sono inventato e ho messo tutti gli ingredienti a occhio, quindi non posso indicare le dosi esatte, ma faccio del mio meglio. Oltretutto, le proporzioni tra gli ingredienti possono essere dettate dal gusto personale... quindi, insomma, fate voi :)

Mandorle (io le ho usate con tutta la pellicina) tostate qualche minuto in padella (un paio di pugni)
Basilico fresco (circa metà mazzetto, una ventina di foglie)
Pomodorini ciliegino (5-7)
Olio e sale

Ho mixerato gli ingredienti, non fino ad arrivare ad avere una crema, ma piuttosto un composto pastoso ma con qualche granulo di mandorla o pezzettino di pomodoro.
Poi ho passato il pesto in padella qualche minuto (ma non era nemmeno necessario) e ci ho condito la pasta (nel piatto farfalle di kamut).

martedì 10 marzo 2015

Riflessioni



I biscotti (ricetta base dei cookies di Dieta Personalizzata, quelli di questo post) li faccio spesso e volentieri, alla ricerca della personalizzazione perfetta per me (oggi ci sono andata vicina!). 
Oggi ho fatto anche il pesto di pistacchio e quello di mandorle. 
La ricetta che ho usato è la stessa: mandorle/pistacchi tostati qualche minuto in padella e frullati con abbondante olio di oliva e sale. Bon.
Il primo lo userò sicuramente per condire la pasta di kamut stasera, il secondo forse per condire una pasta o spalmarlo sul pane o su una piadina. Oppure come accompagnamento di qualche verdura.

Riflettevo, poco fa, sul fatto che, sino a circa quindici anni fa, non sapevo nemmeno cucinare la pasta  (e non è un modo di dire) e adesso il mio passatempo preferito (a parte bloggheggiare!), è cucinare inventando. 
Inventare in cucina mi piace. 
Le ricette le seguo, se devo fare una cosa che non ho mai fatto, ne seguo anche le virgole. Ma non sempre le ricette sono perfette. Anzi, più sperimento, più mi accorgo che la ricetta perfetta non esiste. Anche perché i gusti non sono standard. 
Ad esempio, parliamo dei cookies che ho citato a inizio di questo post. La prima volta che li ho fatti, ho seguito la ricetta quasi senza variazioni, anzi ho dovuto fare una variazione sulla quantità di olio perché l'impasto non era compatto. Dalla seconda volta in poi, ho sempre personalizzato qualcosa. Oggi, ho quasi raggiunto la ricetta perfetta.
I risultati dei miei esperimenti non sono sempre ottimi, ma spesso notevoli, con punte di perfezione (per me si intende!). 
Se qualcuno anni fa mi avesse detto che avrei amato stare dietro ai fornelli e che avrei bandito qualunque derivato animale dai miei esperimenti culinari, non ci avrei creduto.
Per fortuna ci si evolve.

giovedì 5 marzo 2015

Farinata con patate e cipolle

Ieri, per la prima volta, ho preparato la farinata. 
La farinata è una sorta di frittata al forno, la cui base, invece delle uova, è una pastella di farina di ceci e acqua.
La farina di ceci, in sé, non è il mio alimento preferito. Ho ancora un ricordo molto nauseato di una volta che ho preparato gli gnocchi con farina di ceci e non sono nemmeno riuscita a mangiarli... però, la frittata di patate è uno dei pochi alimenti dell'alimentazione onnivora che mi manca, anche se non ne mangiavo quasi mai, visto che le uova mi facevano stare malissimo... e questa è la cosa che più le si avvicina.
Grazie alla condivisione di ricette vegan con la mia amica sperimentatrice V., l'altro giorno mi sono decisa a provare questa farinata con patate e cipolle.
Ho seguito le istruzioni trovate in questo blog, con un piccolo accorgimento consigliato dalla mia amica V.

Ingredienti per 2/3 persone
450 ml di acqua
150 gr di farina di ceci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/4 di bicchiere di olio EVO
sale
1 cipolla
2 patate medie

Preparare la base, mescolando farina, acqua e bicarbonato. Si consiglia di preparare la pastella (base) almeno 5-8 ore prima e lasciare riposare fuori dal frigo. Al momento di utilizzarla, aggiungere l'olio e il sale.
Soffriggere la cipolla e le patate. Unire alla pastella e infornare a 220°C per circa 30 minuti.
Non usare teglie piccole e alte, ma preferire teglie larghe, tipo la leccarda del forno (anche se non so se con questa quantità esigua di pastella, arriva a riempirsi) e non dimenticare di ungere bene la teglia (o usare carta forno).

Il risultato è stato ottimo. La farinata ha avuto un certo successo in famiglia e penso sarà uno dei piatti che ripeterò molto frequentemente.

Biscotti con gocce di cioccolato


Premesso che sono i primi biscotti che mi vengono davvero buonissimi e che avrei mangiato tutti in una volta, ecco la ricetta.

Ingredienti
170 gr di farina mista (farro e integrale, io ho messo circa 100 di farina di farro e il resto integrale)
30 gr di zucchero integrale di canna
70 gr di olio di semi (*)
cacao e gocce di cioccolato a piacere (**)
1 cucchiano di vaniglia in polvere (**)
1 cucchiaino di bicarbonato + 1 cucchiaio e mezzo di aceto di mele (al posto del lievito)

Preparare l'impasto e mettere i biscotti su un foglio di carta forno.
Cuocere per 10/15 minuti a 170°C.


(*) dato che l'impasto mi viene troppo compatto, aggiungo un po' di olio ad occhio per ammorbidirlo; talvolta aggiungo anche un po' di burro di soia o margarina

(**) tali ingredienti li ometto, quando aromatizzo i biscotti con limone e zenzero: in tal caso aggiungo, invece, la scorza grattugiata di un limone e mezzo limone spremuto e un po' di zenzero grattugiato o in polvere